17 maggio, Giornata Internazionale contro l’Omofobia: vi presento l’omofobo medio

Il 17 maggio 1990, l’OMS rimuove l’omosessualità dai disturbi mentali e ancora oggi, a distanza di 25 anni, molta, troppa gente ancora crede che l’omosessualità sia una malattia da curare, un disturbo, un vizio, una patologia sviluppata a causa di violenze o di genitori assenti. Dopo 25 anni da allora, in molti paesi del mondo l’omosessualità è ancora punita con il carcere e/o con la morte. Dopo 25 anni da allora, devo ancora leggere di gente convinta che un bambino non deve sapere dell’esistenza dell’omosessualità perché non è salutare per la sua crescita.

Oggi è la Giornata Internazionale contro l’Omofobia e di nuovo ho discusso con omofobi su Facebook che, chiaramente, non si ritenevano tali.

A dire il vero, avevo smesso di incappare in certe brutte cose, perché fa veramente male alla salute stare lì a cercare di far capire agli altri che l’omosessualità è solo un orientamento sessuale e non un’opera del demonio: sono inutili e anzi controproducenti, perché alla gente del genere non interessa capire, vuole solo avere ragione. 1016204_491060187635829_195188925_nIn poche parole, mi consumo il fegato per niente. Su Facebook, ho fondato nel 2012 una pagina contro l’omofobia che ha avuto -e continua ad avere- ottimo successo, ma ho smesso da un po’ di prendermene cura, l’ho passata ad altri, perché ho un brutto carattere e non riesco a stare buona se succede qualcosa che non mi garba, quindi sono sempre lì a fare “guerre” e devo prendermi una pausa. È stata nominata da alcuni omofobi la pagina della Lobby Gay e, per questo, io non posso che essere fiera di lei. Da quando l’ho aperta a questa parte ho letto di tutto e di più e ho imparato a mie spese che l’omofobo medio è solo un ignorante a cui piacciono le cose così come stanno, odia il cambiamento perché gli fa paura.

Da una discussione con loro non ne esci. I discorsi diventano contorti o estremamente ridicoli.


Sull’ignoranza omofoba ho scritto una cosetta, una volta. Niente di che, sicuramente, ma quando l’ispirazione viene, non posso che ascoltarla!

La famiglia Brambilla è una perfetta famiglia tradizionale: padre, madre e due figli.
Udumberto è il capofamiglia: è alto, moro, occhi verdi, fa palestra e dirige un’azienda di famiglia. Magda fa la casalinga, è bionda, colleziona tazzine da tè e fazzoletti pregiati. I loro due figli Edenrico e Giannandrea sono sempre stati bravi a scuola, ubbidienti, quasi ordinati, e nonostante qualche birbanteria sono cresciuti bellissimi e intelligenti.
Tuttavia qualcosa turberà la serenità della famiglia tradizionale: Giannandrea è gay. Ops.

Se interessati a leggerlo per intero, lo trovate qui.


Purtroppo non tutti gli omofobi sono solo degli ignoranti a cui piacere avere ragione, perché c’è anche molta gente cattiva. Una parte di questa non si accorge di esserlo, ma altra se ne rende conto e le sta bene ed è per questo che è doppiamente pericolosa: a questa gente non frega nulla degli altri, vuole solo calpestarli.

In linea di massima, tutti gli omofobi hanno in comune che non ti ascoltano.

Negli ultimi anni, in gran parte degli Stati uniti c’è stata un’ondata di bullismo omofobico non indifferente, portando tantissimi giovani (davvero tantissimi) al suicidio. I più piccoli dei tredicenni. E ancora oggi l’odio omofobico a scuola non cessa di mietere vittime, nonostante varie campagne come il progetto It Gets Better (In Italia, Le cose cambiano). L’ultima vittima che ricordo è una ragazzina transgender, bullizzata a scuola come nei social network: ha detto a tutti che si sarebbe ammazzata e loro hanno continuato a ridere, a dirle di farlo, finché l’ha fatto. Il bullismo è una cosa seria e non una “ragazzata”. E lo sottolineo perché anche qui in Italia c’è quell’idea comune; un esempio perfetto è quello di quel ragazzino seviziato con un compressore. Ma sì, era uno scherzo, no? Come immagino sia stato uno scherzo quello fatto a quel ragazzo in gita, Domenico, che adesso è morto. I genitori devono imparare a non difendere i propri figli se fanno caz*ate e un passo in più verso la demolizione di questa idea sbagliata sarebbe fatto.

Mi è piaciuta invece una storia che ho letto pochi giorni fa, di un uomo che ha chiesto scusa (anche se dopo anni) all’uomo che aveva bullizzato perché gay quando erano alle scuole medie.

Ritornando in Italia e a me, questa mattina, dicevo, ho discusso con qualche omofobo. Avevo acceso Facebook da poco e facevo in giro in bacheca quando ho notato un’immagine Disney de La Sirenetta, solo che invece della classica Ariel, lei era un ragazzo. Si faceva cenno alla Giornata contro l’Omofobia e non ci potevo credere che, anche quest’anno, qualcuno aveva da ridire.

Quelli che più di tutti mi hanno fatto saltare la bile erano due, ed entrambi iniziavano con la classica dicitura “Non sono omofoba ma”. Quando sentite questa frase, sapete già che il vostro interlocutore sta per spalare mer*a a tutto spiano!

Io non sono omofoba ma credo che più si metta l’accento su queste cose, più questo faccia crescere la discriminazione…non c è una giornata pro etero o sbaglio? Se queste sono cose normali, allora bisogna iniziare a considerarle davvero tali…

Scherziamo? Come si può far passare la Giornata contro l’Omofobia come una giornata “pro gay”? Non ricordo di nessuna vittima morta suicida o uccisa perché etero. Non ricordo di nessun figlio o figlia cacciati di casa dai genitori e finiti per strada perché etero. Non ricordo di nessun ragazzo picchiato davanti a un locale per etero perché etero. Non ricordo di nessuna donna etero stuprata da una donna lesbica per farla diventare lesbica. Non ricordo di nessun ragazzino preso in giro e bullizzato perché etero dai compagnetti gay. Non ricordo di nessuna discussione in famiglia riportata su giornali di cronaca con protagonisti ragazzi etero picchiati dai genitori che non accettavano il loro orientamento sessuale. Non ricordo di ragazzi impiccati in Iran perché etero. Non ricordo di ragazzini bruciati vivi dal padre in India perché etero. Non ricordo di un bimbo massacrato di botte e infine ucciso dal patrigno perché troppo mascolino. Non ricordo di ragazze spinte al suicidio perché cisgender (che, per chi non lo sapesse, è il contrario di transgender: ovvero coloro cui il sesso di nascita e l’identità di genere coincidono). E potrei continuare, potrei farlo all’infinito.

La Giornata contro l’Omofobia non è una giornata “pro gay”, ma una giornata simbolo contro l’omofobia. E l’omofobia esiste, anche se qualcuno fa di tutto pur di negarne l’esistenza. L’eterofobia fino a prova contraria non esiste e, di conseguenza, non è necessaria una giornata contro la stessa, né una giornata “pro etero”. Anzi, le giornate “pro etero” sono tutti i giorni da che mondo è mondo, perché chi è etero può vivere la sua relazione alla luce del sole sempre. Per cui, meno ipocrisia.

L’altro commento deve essere stato eliminato dalla pagina Facebook perché non lo trovo più, ma il succo della discussione consisteva nel dire di lasciar perdere le cose Disney che in questo modo vengono rovinate e che sono per bambini. La discussione con la signora era già iniziata, per cui mi sono letta un po’ di commenti prima di scrivere a mia volta, e non hanno fatto altro che farmi arrabbiare ancora di più. Naturalmente, lei non si definiva omofoba, anzi ha una cugina lesbica che sbandiera con fierezza al momento del bisogno, continuando però a dire che i bambini non devono venire a conoscenza dell’omosessualità, citando Freud a spada tratta con il complesso di Edipo ed Elettra e dando degli ignoranti a tutti gli altri.

Questo è il classico esempio di omofobo medio.

Per cominciare, Freud è sempre il baluardo di ogni omofobo che si rispetti, che magari non ha nemmeno mai studiato Freud, ma ha sentito parlare del complesso di Edipo e si sente così un grande esperto in materia. Chissà perché si dimenticano tutti che Freud è morto da un bel po’ e che nel frattempo il mondo è andato avanti, anche se forse non la signora. Se infatti, invece di continuare a citare Freud a muzzo, fosse andata ad informarsi un po’ di più, 563403_513169798758201_1036956832_nsaprebbe le posizioni ufficiali dell’Ordine degli Psicologi. Solo che non concorderebbero con lei e, si sa, se la scienza non mi dà ragione, non è la scienza che mi piace. Tra l’altro, Freud aveva una figlia lesbica.

Il fatto che utilizzi la storia della sua cugina lesbica che aveva contro la famiglia e che lei ha aiutato a farla sentire normale come scudo per non sentirsi dare dell’omofoba, poi, è ancora una volta la conferma del suo essere un’omofoba media: solitamente gli omofobi si vantano di avere tanti amici gay (che concordano con lui), lei ha una cugina. Nulla di nuovo, già sentito. Il fatto che abbia o non abbia una cugina lesbica non c’entra niente, è questo il punto che non è chiaro alla signora: perché se dimostra di essere omofoba, può anche andare in giro a dire di essere una paladina per i diritti degli omosessuali, che omofoba resta. In ogni caso, se la cugina è lesbica veramente mi spiace per lei: non solo ha una famiglia che non l’ha accettata, ma ha pure una cugina che non la rispetta.

Inoltre non sapeva che La Sirenetta è stato scritto da Andersen per l’uomo che amava. Lui si identificava nella sirenetta e, la difficoltà dello stare con il suo principe, era rappresentata dal mondo marino e la terra ferma che li divideva. Difatti, la vera storia de La Sirenetta finisce tutt’altro che bene, con il principe che la rifiuta e lei (quindi lui) che si lascia morire diventando spuma di mare. È una grandissima storia d’amore omosessuale.

Come ogni omofoba media non ha letto (o non ha preso bene) i commenti miei e di altri, così ha giocato la carta che i figli possono nascere solo da un uomo e una donna, appoggiata da un’altra utente. Ah, e che quella dei genitori gay è una… saccenza (?). Quindi dirà all’amata cugina lesbica che non si deve azzardare a volere una famiglia. Che cara. Che amore Lei sì che non è omofoba.

E invece no, vi sbagliate anche qui. Le famiglie gay esistono (anche qui in Italia) che a loro piaccia o meno, e non necessariamente con figli adottati. Difatti per avere bambini si deve avere accesso a un utero che ospita un ovulo fecondato da sperma, e se è pur vero che queste cose ce le hanno le donne e gli uomini, è altrettanto vero che non sempre c’è bisogno di un rapporto intimo per arrivarci. Grazie al cielo la scienza ha fatto grandi passi da gigante in questo senso e, no, nemmeno per i gay brutti e cattivi, tutto è nato per bisogno delle coppie etero. Quindi è grazie a voi etero, sì, cara signora ^_^


Anche i gay possono essere omofobi, per dire. Purtroppo l’omofobia non risparmia nessuno e Dolce e Gabbana, fra alcuni altri, sono stati un esempio lampante. Anche sul loro bambino sintetico ho scritto qualcosa:

Gravidanza surrogata: donne senza scrupoli che desiderano portare avanti una gravidanza per altri senza compenso si sono mobilitate in fretta appena la pratica è stata legalizzata in piccoli e tenebrosi statarelli, come il Canada. Coppie composte da aspiranti madri e padri impossibilitate a concepire si sono fatte avanti con titubanza, inizialmente, mettendo al mondo uno o più bimbi con l’aiuto di donne sconosciute.
Ma di cosa si sta parlando davvero? Chi sono queste donne terribili? Qual è il loro pericoloso piano? O chi si nasconde dietro tutto questo?
Matteo lo sa. Sappiatelo anche voi.

Se interessati a leggerlo per intero, lo trovate qui.


Concludo, anche perché credo di aver fatto un lungo commento sconclusionato e basta XD

Buon orgoglio a tutte e tutti gli omosessuali, a tutti e tutte le trans, a tutte e tutti i bisessuali, agli asessuali… Buon orgoglio a chi non si vergogna di essere sé.

(Le immagini postate sono state create da me e se volete prenderle creditate la pagina di Facebook, c’è il link sull’immagine. Attenti a voi, o vi invierò uno stormo di piccioni gay che farà tanta cacca rosa sulle vostre case e sulle vostre macchine   E naturalmente faranno diventare gay tutto il vicinato, sst…)

 

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