Prima vennero… Di razzismo becero e capri espiatori

Mi ero ripromessa di non scrivere articoli simili perché non voglio che diventino il fulcro del mio blog, dove vorrei trattare delle mie passioni e di ciò che scrivo, principalmente (se poi scrivo una storia, anche breve, sull’argomento, tutto avrebbe più senso e sarebbe giustificato). Tuttavia, a volte non riesco a farne a meno, è uno sfogo, e in fondo i blog sono nati appunto per darci la possibilità di esprimerci.

E così, a ridosso delle ultime elezioni (che a noi non spettavano), un mio parente se n’è uscito con una frase che mi ha fatto inorridire:
Mò vince quello là e butta fuori tutti questi negri! Com’è che si chiama? *******, quello lì!
Inutile che dica il nome e siccome mi irrita preferisco censurarlo. Tanto sappiamo tutti di chi si parla.

Eh sì, questi negri. Non ricordava nemmeno il suo nome, lo ha chiamato Marco, però sapeva bene della sua campagna. È arrivata a farsi sentire bella forte.
Quello che il mio parente non sa, o forse non gli interessa abbastanza al momento, è invece che questo politico (che non è un volto nuovo come sembrava per lui) mangia e marcia sulle campagne fondate nell’odio. Non sa che prendersela con gli immigrati e i rom è facile ma che non risolve niente, perché lui offre solo una vittima sacrificale e il mio parente, come altri, coglie la palla al balzo, scagliandogli addosso tutte le frustrazioni di cui è pregno per anni di ingiustizie subite a spese di uno Stato ladro. E soprattutto non sa che, prima di prendersela con gli immigrati e i rom, questo politico era famoso per arraffare voti ai danni di meridionali come lui.

È bello quando non sei tu il caprio espiatorio e c’è qualcun altro a cui dare addosso per tutti i tuoi problemi, ma quando la moda “prenditela con lo straniero” finirà, su chi baserà la sua campagna d’odio un uomo bianco eterosessuale del nord Italia?
Io delle idee ce le avrei.


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht

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