Il legame tra genitori e figli trascende il biologico. L’Italia ha bisogno di leggi giuste e subito

Quando si parla di gay e figli succede un finimondo. Ogni volta. Agli italiani piace tanto parlare di qualcosa di cui in verità non sanno nulla: si riempono la bocca di frasi fatte – ai bambini serve un padre e una madre!! I bambini non si comprano (?)!! I bambini qui, i bambini là, difendiamo i bambini (anche se non si da cosa) – ma la realtà invece è molto più complessa di quella che loro (non) sanno. Le chiamano opinioni, ma ignorano i fatti; e in fatti non si discutono. Quando si parla di realtà, ci sono casi come quello di Miriam, otto anni, figlia di due madri.
Figlia di due madri che l’hanno voluta e amata fin da sempre, non è stato un caso, non è nata da un preservativo rotto, Miriam è al mondo perché due donne volevano lei. E poi succede che una delle due madri muore per un cancro, e si dia il caso che fosse quella biologica e che, per lo Stato, l’altra madre per Miriam sia una signora nessuno. Lei è sua madre, l’ha cresciuta, ha riso con lei, hanno fatto i compiti di scuola insieme, l’ha vestita, le ha insegnato a camminare, hanno disegnato insieme e magari cucinato, si sono abbracciate, si sono dette ‘ti voglio bene‘, ma per le leggi dello Stato, lei non è sua madre e non importa il tempo trascorso insieme: è solo un’amica della madre defunta. Succede che sarà un giudice a decidere se la bambina, ora che è morta la madre biologica, starà con i nonni della madre defunta oppure in un istituto. C’è una possibilità remota che venga affidata a sua madre ma, non essendoci leggi specifiche in Italia, potrebbe anche non vederla mai più. Deve essere un giudice a decidere, in assenza di leggi. Non erano sposate, non l’ha potuta neppure adottare. Il giudice potrebbe decidere che, non essendo biologica, non abbia diritto di vederla.
Miriam ha otto anni, ha perso una madre per una brutta malattia, e per colpa dello Stato Italiano omofobo perderà probabilmente anche l’altra madre. Sarà orfana.
E allora di cosa stiamo parlando? Dove sono quelli che vogliono difendere i bambini? Sono inutili, perché li vogliono difendere da un mostro che non esiste invece di pensare alle cose serie.

Famiglie-Arcobaleno-Aprile-2013In Italia ci sono più di 100mila bambini e adolescenti che vivono in famiglie omogenitoriali, cioè con due genitori dello stesso sesso. Sono bambini voluti e amati, come Miriam. Non hanno turbe psicologiche e stanno crescendo insieme ai figli di coppie etero, non vivono fuori dal mondo: hanno nonni, zii, amici. Sono vivi e tangibili, esistono, e non si può far finta che non ci siano. Le leggi servono.

E se state pensando che per il bene di Miriam dovrebbe essere affidata ai nonni perché almeno sono “un uomo e una donna”, lasciatevi dire che siete ipocriti e perfino un pelino cattivi. Non perché i nonni siano mostri, per carità, ma Miriam ha una madre e non esiste che debba essere affidata a qualcun altro, per quanto buono o fantastico che sia. Non sarà mai la stessa cosa. Se avete un figlio con inseminazione artificiale con il vostro compagno (non sposato perché la legge non c’è) e voi morite, è giusto che vostro figlio venga affidato ai vostri genitori invece che al vostro compagno? È giusto che gli venga portato via perché non biologicamente suo?
Il padre e la madre sono ruoli e niente più, non sono importanti perché maschio e femmina. O volete forse dirmi che è la biologia quella che cresce i bambini, che sono importanti solo perché uno ha il pisellino e l’altra la patatina? Perché uno è severo e l’altra dolce? Sono ruoli, è questione di carattere, non c’è nulla di tutto questo innato nell’uomo e nella donna.
Il bambino non ha bisogno di padre e madre, ma di genitori. La famiglia è molto più di due sessi. E Miriam, soprattutto ora che ha perso una madre, ha bisogno di sua madre.

L’articolo di fuorilogo.meUn’altra orfana. E la colpa è vostra, omofobi e bigotti.


Scusate lo sfogo, ma queste cose mi fanno ribollire il sangue.

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