Ma- Fatemi capire!

23 gen

Oggi è sabato 23 gennaio e in molte piazze d’Italia si manifesta in favore del ddl Cirinnà sulle unioni civili. Ddl particolarmente combattuto, sia da parte degli omofobi che dalle stesse persone lgbt, perché brutto, brutto, brutto. Semplicemente. Purtroppo io non posso essere in piazza oggi, anche se mi sarebbe piaciuto. Nonostante io faccia parte di quelle persone che ritengono il ddl brutto, scandaloso, penoso e via discorrendo, è importante appoggiarlo per smuovere l’Italia da questo stato di catalessi che si trascina da decenni, mentre il resto del mondo va avanti. È una tappa importante: bisogna combattere perché si riesca a farlo approvare, anche se poi ci lascerà con quel senso amaro di insoddisfazione. Il ddl sulle unioni civili non è una meta, infatti, ma un passo, un passo umile e molto breve verso quella che sarà, speriamo, la piena uguaglianza. Un giorno.
Nonostante si scenda oggi in piazza, sono giorni, mesi che si combatte soprattutto via web per queste benedette unioni civili. Si sta leggendo di tutto… Di tutto. E come molti, sono combattuta, stanca, e anche un po’ seccata. Diciamo che faccio di tutto per non incazzarmi, ecco. Si sta assistendo ad un circo degli orrori.

Naturalmente voglio parlare della stepchild adoption che per molti è diventata “via libera a utero in affitto”. No. Porca ciuffola santissima, NO. Non c’entrano una mazza l’uno con l’altro.
Si sta diventando davvero ridicoli. È indubbio che qualcuno “famoso” con pagine su Facebook con pugni su pugni di like marci sull’ignoranza generale della gente (i non informati a cui non interessa informarsi perché tanto quello che esce dalle labbra degli altri è oro colato per forza e pesa troppo il c*lo andare a verificare) per i propri porci comodi.
La stepchild adoption è l’adozione del figlio biologico del partner. Nulla più, nulla meno.

Mettiamo che Francesca e Chiara stanno insieme e all’estero hanno avuto una bimba grazie all’inseminazione artificiale. Francesca è la madre biologica. All’estero, entrambe sono segnate come madri della bimba, in Italia no. Con la stepchild adoption Chiara può adottare sua figlia, rendendo la bambina tutelata. Con la stepchild adoption è la bambina a essere tutelata, non la “coppia gay brutta e cattiva. Perché se dovesse accadere qualcosa a Francesca, la bambina non solo perderebbe la sua madre biologica, ma anche l’altra madre, Chiara, perché per la legge non sarebbe un caz** di nessuno.
Quindi di cosa si sta parlando? Difendiamo i bambini? Ma non diciamo caz**te, che dei bambini a voi non frega una mazza. Diciamolo chiaro e tondo.
Perché quello che potrebbe accadere alla figlia di Francesca e Chiara non è lontano dalla realtà.

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Screen trovato su FB. Secondo Giulia, le nuove vicine dovevano scrivere su dei cartelloni i fatti propri per il vicinato in modo che non potessero essere scambiate per lesbiche. Che poi non basta, accidenti, perché, anche se sorelle, la bimba vive con due donne e può essere… traviata. Povera figlia. Quella di Giulia. (Stendendo un velo pietoso sul “vedova meglio di lesbica”)

L’utero in affitto, poi, che nome brutto. Si chiama gestazione per altri, o anche gravidanza surrogata se per voi va meglio. Quello che succede alle donne in India o altre parti del mondo dove vengono sfruttate solo per avere bambini che poi vengono strappate via dal seno materno sono brutte, orribili storie. Sono torture, inumane, terribili. Siamo tutti d’accordo. Solo che non è una “favoletta” recente, sono molte, tantissime, le coppie etero che sfruttano queste donne da sempre, molto prima dei gay brutti e cattivi. Prima non ne parlava nessuno o quasi. Nessuno che facesse abbastanza rumore. Mettiamo l’anima in pace agli omofobi: in India è proibita la pratica ai gay, ci vanno solo gli etero.
Ma non è neanche questo il punto. Il punto è che in altre parti del mondo, tipo il Canada o gli Stati Uniti, la gestazione per altri è una pratica comune e per nulla terribile. Le donne non sono sfruttate, né costrette, né pagate (perché alla fine, di quei soldi che servono – una cifra considerevole, e qui siamo tutti d’accordo – se li piglia per prima cosa l’agenzia, poi la gravidanza in tutto ciò che serve, e solo quello che resta finisce nelle tasche della donna), sono benestanti, sono già madri e, in effetti, il bimbo o la bimba che portano in grembo per altri nella maggioranza dei casi non ha legame biologico con lei, perché l’ovulo viene donato da una seconda donna. Si fa tutto alla luce del sole. Perché le donne lo fanno? Alcune parlano di generosità, termine sconosciuto a molti, per il resto non saprei, bisogna chiederlo a loro.
Ma il punto non è neanche questo, no. Il punto è che le coppie di uomini omosessuali che vogliono avere figli vanno all’estero per averli proprio perché in Italia non è possibile, e non sarà possibile nemmeno dopo che passeranno le unioni civili. La stepchild adoption non ha nulla a che vedere con la gravidanza surrogata. Come per Chiara e Francesca, funziona allo stesso modo per gli uomini: la stepchild adoption tutela bambini che già esistono e sono figli di due padri. Non ne crea altri, non apre le frontiere alla maternità surrogata, no, protegge bambini che già esistono e che nessuno può cancellare. Bambini che sono senza diritti, perché per la legge sono figli di un solo genitore.
Andateglielo a dire voi a un bambino che magari perde suo padre che non può stare con l’altro, che lo ha sempre cresciuto, che gli ha insegnato tante cose e dato baci della buonanotte, perché PER VOI non è suo padre perché ‘frocio‘. Ipocriti. Ripeto, dei bambini a voi non frega una mazza.

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Il “Family Day” prima. “Difendiamo i bambini!!” Mica sono strumentalizzati, eh. (Immagine trovata su FB)

Che poi, se proprio vogliamo dirlo, essendo che la gravidanza surrogata è più difficile dell’inseminazione artificiale, sono per la maggior parte donne con figli quelle a cui non volete dare diritti. Quindi, a conti fatti, cari omofobi, non è davvero la gestazione per altri che vi blocca: è che siete omofobi. Fine. E vi attaccate a cose che non c’entrano; magari sapete la verità e siete in malafede.

Ad esempio, c’è una certa giornalista italiana con il pallino della sottomissione della donna che, sulla sua pagina Facebook, ha risposto a un’utente giurando il falso. Qualcuno le ha chiesto se la stepchild adoption esisteva per gli etero e la Nostra Signora della Sottomissione ha scritto che no, non è prevista dalla legge. Falsa, è una menzogna bella e buona. È prevista eccome; gli etero possono ricorrere alla stepchild adoption. E non da ieri.

Si sta assistendo all’esaltazione del ridicolo. Come quell’idea secondo cui per chi ricorre alla gestazione per altri spetti il carcere e una multa salatissima. Anche se va all’estero, ah, come se in Italia fosse possibile, poi… Ricordiamoci che non lo possono fare neppure le coppie etero perché in Italia la pratica è vietata. In poche parole, gli uomini gay brutti e cattivi non devono avere figli, no in un mondo né in un altro. A quanto i collarini con il gps per sapere come e quando lasceranno l’Italia e perché?

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Il fondo si è raggiunto ieri a Milano. Eppure, a prima occhiata, avevo letto “Family Gay”.

Dunque, in conclusione, fatemi capire: no alla stepchild adoption perché dovete proteggere i bambini dai loro genitori gay, lasciandoli nel limbo dei senza diritti secondo cui hanno un solo genitore perché per voi non sono una famiglia. AH.

Il mondo andrà avanti anche senza di voi. Sì, anche l’Italia. In ritardo come sempre, ma lo farà.


Altro?

Che cos’è il ddl Cirinnà e in cosa consiste? Ce lo spiega bene questo video.
Claudio Rossi Marcelli scrive al presidente Renzi, perché i figli delle coppie gay non devono essere discriminati.
Radio Maria raschia il fondo e si copre di ridicolo, dicendo il falso.

Perché non ci facciamo mancare mai nulla 😀


Alla prossima!

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