Attraversiamo il Passaggio nella Torre #1

Eccomi di ritorno, questa volta per parlare del mio romanzo!
Questo sarà il primo di una serie di articoli che tratteranno diversi aspetti de Il mistero del maniero illuminato, dai personaggi all’ambientazione, dalla figura degli angeli alla magia, eccetera. Oggi si parlerà di tre personaggi principali ^_^

Attraversiamo 1 personaggi



La protagonista del mio romanzo è Ellie: diciassette anni, frequenta il liceo con un medio rendimento scolastico ed è famosa nell’istituto per essere uscita con numerosi ragazzi, oltre che per vecchie risse in cui si cimentava quando era più piccola. Boriosa e arrogante, ha passato gli anni precedenti nel tentativo di costruirsi un nome, voleva essere una

#1 Ellieragazza popolare e ci è riuscita. Nonostante la popolarità, è ben distante dall’essere una barbie e, anzi, resta in buoni rapporti con loro solo perché potrebbero servirle, così come altri. È estroversa, ama le sfide, non si lascia trasportare dagli eventi e al contrario li cerca o li crea, cacciandosi perché no nei guai. Ha una grande considerazione di sé: è così che la conosciamo all’inizio.

Tutto comincia con Ellie che ha deciso di liberarsi definitivamente di quell’unico ragazzo che le sta ancora intorno nonostante lo abbia lasciato anni prima, Ben. Lui è un ragazzo popolare, è bello, vicecapitano della squadra di football della scuola, è cresciuto da quando stavano insieme, e per queste ragioni lo considera “pericoloso”, non lo può semplicemente ignorare; quasi come un suo pari. Se non fosse che lo considera stupido. Lei lo ha lasciato chiudendolo nei bagni delle ragazze al ballo di fine anno delle scuole medie e Ben, allora, aveva giurato di vendicarsi per il torto subito. Erano ragazzini, ma certe cose non si dimenticano. Così gli lancia una sfida: c’è un castello infestato poco fuori Creamdale, di notte le sue finestre si illuminano e non ci abita nessuno, pare, passiamoci la notte e il primo che scappa perde e, se sei tu a perdere, ti togli dai piedi. Il succo è questo. Sa che lui non può rifiutare, non vorrà essere preso per codardo.
Ellie non pensa di poter provare paura, perché secondo lei l’infestazione di fantasmi di cui la gente a Creamdale parla non esiste e la luce che si vede dal castello si può spiegare in qualche modo.
È cocciuta, fin troppo.

[…] La sfida si è un tantinello allargata e quindi chi vuole provare a sfidare il castello incantato, può venire», sorrise, osservandola sgranare gli occhi. «Lo so, lo so, è che ci è sfuggito un po’ di mano il tutto! Ma che importa, alla fine avremo comunque la nostra sfida», insisté. «Saremo io e Ben ad entrare per primi al castello», s’indicò, «il resto, chi vuole entrare, lo farà solo dopo che noi due saremo scomparsi di vista».
«Questo è il piano più idiota che ti sia mai venuto in mente», irrigidì i denti, «E quello per andare a comprare le figurine degli Amici Zampettanti dall’edicolante chiuso al grido di “Io posso” era decisamente stupido, Ellie. No, non puoi: è chiuso», incrociò le braccia al petto.
«Avevamo quindici anni».
«Giusto, sono passati due lunghissimi anni, perdonami», sbuffò, «In ogni caso questa storia non mi piace, Ellie… Il castello non mi piace e non mi piace Ben: avrà qualcosa in mente anche lui! […]

Il mistero del maniero illuminato,
Capitolo 1 Il castello infestato

Charlize è la sua amica di sempre. Malgrado la popolarità, Ellie non ha un gruppo, o non più almeno. Sono un duo: Ellie e Charlize. La sua spalla destra, la sua complice, e spesso anche la sua seconda madre. Ellie non ha mai trovato particolari difficoltà a fare sempre ciò che vuole, fra professori che chiudono un occhio e genitori stanchi delle sue bravate alle medie, è scapestrata, fino a quando Charlize non si è “svegliata” e ha iniziato a metterle paletti. O almeno ci prova. È più complicato riuscire in qualcosa quando quell’unica persona che dovrebbe appoggiarti vuole fare invece una discussione per tutto.

Ellie è la figlia maggiore di quattro figli: ha due sorelle gemelle di otto anni e un fratellino di tre. Intuiamo a inizio storia una Ellie distaccata nei loro confronti, ma in realtà vuole molto bene alle pesti, come ama definirli.

[…] Preparò lo zaino con mezza bottiglietta d’acqua e delle salviette, nascoste da un plaid. Chiuse il giubbotto fino al collo e mise tutto in spalla, scendendo le scale di casa di corsa, affacciandosi alla cucina, dove sua madre leggeva una rivista, con occhiali al naso e una lucina bassa appoggiata accanto a lei, sul tavolo. Ellie bussò sul muro e attirò la sua attenzione, facendole un gesto di saluto.
«Dov’è che mi hai detto che vai, stanotte?», chiese la donna, scrutandola a occhi fini, sopra gli occhiali.
«Da Charlize», sorrise, «Dormo da lei e domattina dritta a scuola. Ci vediamo domani sera».
«Quindi se chiamo da Charlize, sua madre non mi dirà che oggi lei dorme qui con te, non è vero?», domandò, grattandosi il mento.
Ellie deglutì, mancando una risata. «È successo una volta sola».
Improvvisamente si udirono urla di bambini al piano superiore e sua madre sbuffò, alzandosi dalla sedia con lentezza e stanchezza. «Fai che resti una volta sola», si affacciò alle scale […]

Il mistero del maniero illuminato,
Capitolo 1 Il castello infestato

Ellie è sicura di sé, in fondo era sempre riuscita a cavarsela in qualche modo. Ma quando ha lanciato a Ben quella sfida non poteva sapere a cosa sarebbe andata incontro: non fantasmi, anche se l’anziana che abita nel castello le aveva messo su qualche dubbio, ma una realtà tutta nuova, dove non basta essere carine o saper sferrare un pugno per uscire da una brutta situazione, o quasi.
Mi piace pensare che, oltre a un mondo dal cielo rosso attraversando il passaggio nella torre, Ellie abbia trovato anche se stessa.

DIVISORIO

Cosa ne pensa l’autrice? Cioè io.
A caldo, penserei a Ellie come a una stronza. E lo è, per molti versi. Usa le persone e resta in buoni rapporti con loro solo se pensa che un giorno potrebbe guadagnarci; ha trattato i ragazzi con cui è uscita veramente male per la maggior parte delle volte, anche se di spalle; per non parlare di quello che fa e ha fatto a Ben (anche se il primo credo se lo sia decisamente meritato – il primo nel mio discorso è il secondo in ordine cronologico).
Tuttavia, in realtà Ellie è molto più di così. Che sia stronza non ci sono dubbi, ma lo è solo superficialmente. In realtà lei cambia, si riscopre a suo modo, e credo cresca. E mi piace scrivere di lei: mi piacciono le sue battute, mi piace come parla, cosa pensa, come si comporta, come reagisce, nei suoi sbagli e nelle sue certezze e incertezze. Scoprirà di non avere tutte le soluzioni a portata di mano; si metterà in gioco, e in pericolo.
Mi piace scrivere di lei e Charlize, e di lei e Ben, come di lei, Ben e Charlize. Amo il mio trio. C’è una scena nel secondo volume della trilogia dove ci sono tutti e tre e nella mia testa li trovo incredibilmente fighi. Ma non ne posso parlare, ahimè.
Dunque, se fosse una persona reale, ci andrei d’accordo? Probabilmente no. Per quanto incredibile, considerando che siamo diverse, Ellie ha molto di me. E sì, quel molto che abbiamo in comune ci farebbe scontrare come un flipper: vorremmo avere ragione entrambe su tutto.



#2 BenBen Clayton. Diciassette anni, non è bravissimo a scuola e riesce a portarsi avanti negli studi grazie al football. Ellie è il suo chiodo fisso da quando lei lo ha lasciato a quasi quattordici anni. All’inizio del romanzo, lui e Ellie sono i primi personaggi ad apparire e scopriamo che Ben le ha dedicato una scritta fatta con la bomboletta spray su un muro all’entrata della scuola, che ha mandato su tutte le furie la vicepreside. Ellie le piace, dice di volerla riconquistare e, per tutta risposta, la ragazza gli lancia la sfida di coraggio al castello infestato. Naturalmente Ben accetta. Ellie crede di aver pensato a tutto, ma anche Ben questa volta ha un piano tutto suo.

[…] Si voltò seccato quando sentì il suo nome nel chiacchierio di due ragazze che passavano in mezzo agli studenti nel corridoio, e sbuffò, rivoltandosi, quando queste si ammutolirono nel vederlo, semplicemente per sorridergli, facendo finta di niente. Anche loro lo prendevano in giro.
«Che palle», sbuffò, richiudendo con un colpo l’armadietto, afferrato il libro di biologia. Nel tentativo di dare un pugno ben assestato, gli cadde di mano e, spaventato, scacciò un urlo appena la vide.
«Ah, è così che mi accogli?», Ellie rise con soddisfazione, inchinandosi per raccogliere il libro al posto suo. I ragazzi nei corridoi risero per un momento, prima di ritornare alle loro faccende. «O forse… Avevi paura fossi un fantasma?», sorrise, schernendolo.
Ben udì alcune risate di sottofondo e le strappò il libro dalle mani, infuriato, spingendola contro gli armadietti con una mano. «Per colpa tua…», sibilò, «rischio di diventare lo zimbello della scuola».
«Che umore nero che hai, stamattina», ridacchiò. […]

Il mistero del maniero illuminato,
Capitolo 2 La maestria nell’arte della ripicca

Forse per un attimo ha davvero creduto che quella sfida da parte di Ellie fosse un tentavo della ragazza di stare con lui, e ha pagato l’errore, accettando poi di starle lontana, o almeno per un po’. Ellie ha minato la sua virilità quando erano alle medie, chiudendolo nel bagno delle ragazze e umiliandolo, ed è successo ancora quando ha perso la sfida.

Ben è per alcuni versi maschilista, crede di poter risolvere le questioni facendo a botte, tiene molto al suo ruolo nella scuola e a come viene visto dagli altri. Lui era un bullo ed è restato un bullo, non ama quando qualcuno riesce a colpirlo nel suo essere maschio e forte. Che voglia Ellie con sé per capriccio o perché a suo dire “sono una coppia perfetta”, con l’avvicinarla, lui finisce sempre col ferirsi, che sia il suo orgoglio o peggio.
Ben è sfacciato, insistente, fastidioso, e anche lui pecca talvolta di egocentrismo. Con il fare una cosa sbagliata, non volendo rinunciare ad avere un rapporto con lei, anche Ben viene suo malgrado trascinato in quell’avventura e, oltre a un mondo nuovo dal cielo rosso, scopre e riscopre se stesso, Ellie e cosa li unisce.

Figlio unico, Ben vive con sua madre e il suo patrigno. Ha un gruppetto di amici, i ragazzi del football, e mal sopporta Charlize, la migliore amica di Ellie: considera la ragazza quasi un’estensione dell’altra.

DIVISORIO

Cosa ne pensa l’autrice? Cioè io.
Mi piace Ben. Sì, insomma, si presenta con il peggiore dei modi, in accezione decisamente negativa, eppure pian piano mi ha conquistata. E il suo rapporto con Ellie, quello che era, quello che è, quello che (ri)scoprono e quello che sarà, è una delle cose che più mi piace di questa storia. Il loro scontrarsi, le battute, e il loro ritrovarsi sempre, alla fine, è una cosa deliziosa.
Anche Ben è uno stronzo; lui e Ellie hanno delle cose in comune. Ed è anche stupido: non che Ellie abbia poi torto. Ma anche lui è più di questo e darà modo di vederlo. C’è una scena dove scaglia un pugno a un personaggio che mi piace da impazzire! Ha i suoi difetti, ma come dirà Ellie più avanti, lui si mette a nudo, non nasconde ciò che è, anche nei suoi errori.
Quando ho inventato Ben, ai suoi albori anni fa, non doveva assolutamente diventare ciò che è diventato. Doveva solo essere un ragazzo fastidioso che avrebbe messo i bastoni nelle ruote ad Ellie fino alla fine, un vero nemico insomma, e poi boh, si è evoluto da solo; forse non voleva stare in quell’angolino brutto e cattivo dove volevo relegarlo. Ben si è costruito da solo: l’ho scoperto io stessa mentre scrivevo di lui.
Allora, se fosse una persona reale, ci andrei d’accordo? Forse. Non sopporto il suo lato maschilista e sicuramente finirei per litigarci, per il resto però è un ragazzo semplice e… non lo so, resta un forse.



[…] Charlize era l’amica che tutte avrebbero voluto, ma che altre, allo stesso tempo, avrebbero preferito non avere mai: si preoccupava sempre ma un po’ troppo ed era tenera e dolce… da ubriaca. Faceva divertire perché aveva paura di tutto. Ma se c’era una cosa che a Ellie irritava di lei, era che pur di capire se la sua amica stesse bene e non si stesse cacciando nei guai, spiava e ispezionava come una madre impicciona tutto quello che poteva passare sotto ai suoi esimi controlli: dalle borse lasciate agli spogliatoi nelle ore di ginnastica, alla sua camera quando Ellie andava in bagno. Non era certo una che si faceva i fatti suoi. Tuttavia, Ellie si era abituata ai controlli della sua “seconda madre” e riuscì a scherzarci su, quando nascose appositamente una siringa nella sua borsa di scuola per fargliela trovare. Charlize non lo trovò per niente divertente e la seguì come una stalker per settimane, prima di accettarsi che fosse davvero tutto uno scherzo. […]

Il mistero del maniero illuminato,
Capitolo 1 Il castello infestato

#3 CharlizeCharlize Bennot è scorbutica, impicciona, spesso intrattabile. Ha un caratteraccio e non le piace essere circondata dalle persone. Non le piacciono molto le persone, a dire il vero. Ha una disputa aperta con la capo cheerleader Bethany Miller e soprattutto non le piace Ben, come ogni ragazzo che Ellie ha frequentato. O un po’ di più.
Bassa di statura, diciassette anni, non ha amici al di fuori di Ellie dalla prima media. Charlize non crede di aver bisogno di qualcun altro; non che le importi. Le piacciono le foto in bianco e nero, gli angioletti e Marilyn Manson. Charlize è popolare solo per riflesso, perché sta sempre insieme a Ellie, è la sua ombra; in fondo, al contrario dell’amica, è una cosa che a lei non è mai interessata.

Charlize è la terza persona a comparire nel romanzo, intenta a farsi ascoltare da Ellie che fissa Ben, fuori dalla scuola. Il piano dell’amica di sfidare Ben e il castello illuminato non le piace per niente e spera che l’altra cambi idea, inutilmente. Charlize è convinta che ci sia qualcosa che non va in quel castello, è sicura che sia infestato, e il solo pensiero che Ellie passi la notte là dentro le mette i brividi. Quando Ben urla al fantasma, Charlize non ci mette molto a comporre il numero della stazione di polizia per far sapere loro che un fantasma ha rapito la sua amica.

È spesso gelosa, incostante, sorride e ride di gusto solo in compagnia di Ellie. È sempre stata la ragazzina difficile, sola, anche quando era più piccola: Charlize era la bambina che non andava d’accordo con nessuno.

Vive con sua madre e suo padre, ritornati in rapporti da poco tempo.

[…] Si domandava dove andasse senza di lei e perché, se aveva un problema e il motivo per cui non ne volesse parlare, o se, e al solo pensiero scuoteva la testa, non si fidasse di lei.
Afferrò la borsa e l’aprì.
Un volantino per una fiera di qualche giorno prima la innervosì, sperando che non ci fosse andata senza di lei. C’erano delle caramelle e carte stropicciate, dei libri e un bloc-notes, dei fogli sparsi e spinse la mano fino in fondo, saltando un libricino che probabilmente le avevano dato in dotazione alla palestra, notando uno strano vuoto; qualcosa proibiva ai libri di appoggiarsi allo schienale: la mazza da baseball. C’era buio e non aveva notato subito il manico. La prese con curiosità, cercando di tirarla fuori senza svuotare tutto, immaginando senza troppe difficoltà che fosse quella che mancava da scuola. Sapeva che non era la prima volta che Ellie prendeva materiale scolastico senza permesso, ma più di tutto se ne chiedeva la ragione: a cosa le poteva servire una mazza da baseball? Escluse che ci giocasse, faceva schifo a quello sport. A qualunque sport. Poco dopo notò qualcosa di insolito sulla testa della mazza e spalancò gli occhi, mancandole il fiato, quando capì che quelle macchie non erano altro che sangue asciutto. Avendo paura di toccarle, infilò di nuovo la mazza nello zaino e chiuse rapidamente, rimettendolo a posto. Deglutì, gattonando per il tappeto verso il telecomando e riprendendo il plaid per coprirsi, aspettando il suo ritorno.
Si morsicò un labbro con fastidio e paura, poiché quello che Ellie stava nascondendo andava ben oltre la bugia. […]

Il mistero del maniero illuminato,
Capitolo 6 Millenovecentocinquantuno

Nel corso del romanzo, fra il mondo dal cielo rosso e Rose, l’anziana che abita al castello, Ellie si ritrova irrimediabilmente a doversi allontanare da Charlize, e a mentirle sulla sua assenza. È qualcosa che l’amica non prende esattamente bene e reagisce con diverse fasi, fra la paranoia e la paura di perderla per sempre, alla gelosia nel constatare che non è più al primo posto per lei. Credo che, indirettamente, ciò che è successo a Ellie abbia toccato anche Charlize e che le abbia dato modo di confrontarsi con se stessa.

DIVISORIO

Cosa ne pensa l’autrice? Cioè io.
Amo Charlize. Sul serio, è assolutamente uno dei miei personaggi preferiti: mi piace il suo battibeccarsi con Bethany; il suo rapporto con Ben, che meglio svilupperò in futuro (oh sì, Charlize davvero non sopporta Ben); e quello con Ellie, che è una delle grandi cose. Chi legge il romanzo saprà, fra Ellie e Charlize accadrà qualcosa che veramente minerà la loro amicizia, e io volevo che fosse così. Le mie intenzioni erano ben chiare ma come al solito i personaggi finiscono poi per fare un po’ come cavolo vogliono e… e nulla, se ne riparla nel secondo volume.
Anche Charlize è una stronza, non temete, sa esserlo, ma è su un livello differente. Beh, ecco, oggi ho parlato del mio trio, e nel trio se non sono stronzi almeno un po’ non li vogliamo!
Se Charlize fosse reale ci andrei d’accordo? Potrebbe essere possibile. A conti fatti, credo che Charlize sia il personaggio che ha più di me. Nella sua interiorità c’è qualcosa che mi ricorda molto me stessa, per non parlare delle paranoie e della paura di perdere qualcuno a cui teniamo. Il bello è che è stata una cosa puramente casuale: tutti i miei personaggi, credo dal primo all’ultimo, hanno qualcosa di me, tutto dipende solo in che quantità. Poi sì, grazie al cielo siamo molto diverse (fra le tante cose, ad esempio a me sicuramente non piace Marilyn Manson) ma penso che riuscirei a trovare un punto d’accesso nella sua corazza. Dopotutto, l’ho aiutata a costruirla.



Ed ecco che termina il mio primo articolo per “Attraversiamo il Passaggio nella Torre“. Non so quando scriverò il secondo né di cosa parlerò, se ancora di personaggi o boh, altro, e non voglio mettermi scalette che poi finisco per non seguirle per una cosa o per l’altra, già lo so ❤

Sulle immagini, che dire… cercavo dei prestavolto da un po’ e diciamo che loro sono i più vicini a quelli che ho nella mia testa che ho trovato. Non ne sono soddisfattissima, fra l’altro degli stessi andavano bene solo queste foto, ma tant’è. Ad esempio Ellie ha i capelli più corti. Ma ehi, non avevo decisamente voglia di provare a modificare le foto per farli ancora più simili. O meglio, all’inizio ci ho provato e ho miseramente fallito, quindi…
Curioso che, per Charlize, abbia trovato la prestavolto più simile in un’ex di Marilyn Manson XD
Comunque sì, lo scrivo che è meglio: le immagini sono usate a puro scopo illustrativo e non mi appartengono. piuma

Al prossimo viaggio verso il cielo rosso di Kios!

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