Les Revenants e Resurrection: due facce della stessa medaglia

Ieri notte ho finito la visione de Les Revenants (conosciuto anche come The Returned), telefilm francese del 2012 ispirato dall’omonimo film del 2004. Avevo iniziato a vederlo poco dopo la conclusione forzata di Resurrection, telefilm statunitense violentemente cancellato dalla ABC alla seconda stagione, ispirato dal romanzo di Jason Mott The Returned, del 2013. Les Revenants è anche un romanzo di Seth Patrick del 2015 ispirato dalla serie tv francese che ne ricalca la storia.

Se siete confusi, vi assicuro che non siete i soli. Les Revenants (francese) e Resurrection (statunitense) sono due facce della stessa medaglia: ho cercato a lungo su internet un qualcosa che mi confermasse che il secondo è ispirato dal primo, perché cronologicamente il film francese è datato molti anni prima del romanzo The Returned di Jason Mott, ma non ho trovato alcunché. Sta di fatto che la serie tv USA (e quindi anche il libro, giudicando la trama) sia molto molto simile all’opera francese, e la tematica è proprio la stessa: i morti tornano in vita.

Ho conosciuto Resurrection con la pubblicità della ABC quando guardavo Once Upon a Time in diretta dagli Stati Uniti, me ne ero già innamorata, e quando è stata cancellata mi è rimasto un vuoto che non riuscivo a colmare, finché qualcuno non mi ha fatto dono di un’importante informazione: c’è il telefilm francese. Mi ci sono fiondata, anche se un po’ titubante perché non amo molto le produzioni francesi, sono generalmente lente, e non mi sbagliavo. Les Revenants mi ha conquistata subito; i suoi toni molto più cupi e profondi rispetto a Resurrection mi hanno ammaliata, ma sì, soprattutto all’inizio, ho faticato a prendere il ritmo perché è davvero lenta. Poi però ci ho preso confidenza e me ne sono innamorata.
Le Revenants mi è parsa una produzione più matura, concentrata sugli aspetti familiari dei protagonisti, gli intrecci, quello che è andato perso e che non può tornare, anche se con disperazione ci provano costantemente. I ritornati sono o non sono come i vivi? Hanno sentimenti, sono veramente loro? Come sono tornati e perché?
Resurrection è stato interrotto con un nulla di fatto, bruscamente, senza lasciare nessuna risposta, quindi mi aspettavo forse questo da Les Revenants: un finale, una risposta. Ho avuto molto di più.
Se Resurrection mi è piaciuta davvero tanto ma tanto, Les Revenants è qualcosa di superiore, è qualcosa di infinitamente bello, qualcosa che mi ha lasciato con qualche perplessità, è vero, ma che mi ha fatta emozionare come nessuno. E la sigla… la sigla è bellissima e capace di restarmi in testa per giorni.


(Se continuate a leggere e non avete visto le serie, soprattutto se ci tenete a farlo, state ben attenti: stavolta mi sono trattenuta, ma gli spoiler ci sono, anche se in minoranza e decisamente non pesanti; ho messo il giusto o non avrei potuto parlare di nulla. Quindi dipende dal vostro grado di tolleranza agli spoiler se continuare o meno la lettura)



Similitudini e differenze

Mi va di provare a scandagliare i due telefilm e trovare i loro punti d’incontro e le discordanze. Non ho letto i libri come non ho visto il film del 2004, quindi mi limito a trattare le sole serie tv.

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L’eroe e la “balia del bambino”
La figura dell’eroe è assente ne Les Revenants. In Resurrection è invece J. Martin Bellamy interpretato da Omar Epps, il Foreman di Dr.House.

4ed8f1b81d1bf1675d6849c01ef7465eSe ne Les Revenants non abbiamo un protagonista più protagonista degli altri, la serie tv americana ne ha sentito il bisogno ed è nato Marty, un ex poliziotto che ora si occupa di immigrazione. È lui a riportare a casa il piccolo Jacob, otto anni, ritrovato in Cina senza spiegazione. Si affeziona al bambino e resta ad Arcadia: questo particolare nello specifico mi fa venire in mente un personaggio della serie francese, ed ecco un punto d’incontro, quello della “balia del bambino”. Balia perché non sapevo come definire questa figura.
Il ruolo di balia nella produzione francese è di Julie Meyer interpretata da Céline Sallette. 3030780944Julie è un’infermiera a domicilio e, una notte, in rientro verso casa, incontra il piccolo Victor. In realtà è lei a dare al bambino quel nome, perché lui non parla, si limita a seguirla e ad entrare nella sua vita.
Sia Julie che Marty sono pronti a tutto pur di proteggere i bambini. Nel caso di Jacob lui ha una famiglia, quindi ha con Marty rapporto diverso di quanto invece Victor ha con Julie: indissolubile, non riescono a vivere l’una senza l’altro, diventando una sorta di madre e figlio.

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Il bambino
In Resurrection il bambino è Jacob (Landon Gimenez), otto anni, morto affogato in un fiume trent’anni prima dell’inizio della storia. Ne Les Revenants invece è Victor (Swann Nambotin), circa otto anni, la sua storia è molto più complessa e ancora priva di una vera e propria spiegazione, anche se alcuni flashback ci hanno rivelato la sua morte causata da un colpo di pistola trentacinque anni prima, nel massacro di tutta la sua famiglia. Prima di Victor, si chiamava Louis.

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Entrambi i bambini all’inizio faticano ad aprirsi e a parlare. Jacob imparerà ad aprirsi durante la prima stagione: pian piano ricomincia a riprendere possesso della sua vita, vorrebbe essere un bambino come gli altri, giocando a calcio, facendosi anche un’amichetta. Victor invece resta in completo silenzio per tutta la prima stagione o quasi, e riesce solo nella seconda ad aprirsi. A dispetto di Jacob, però, Victor non si comporterà mai come un bambino normale, se non forse in un futuro mostrato all’ultimo episodio della seconda stagione.

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La storia di Jacob è chiara, quella di Victor che è sempre bambino da moltissimi anni e che è comparso senza spiegazioni un giorno come un altro invece no. Resta un mistero fino alla fine e oltre, e in fondo va bene così.
Entrambi hanno dei “poteri” speciali riservati solo a loro. Jacob ha dimostrato di essere capace di captare gli altri ritornati e sentire se sono ancora nel mondo dei vivi oppure no. Victor porta con sé quasi una maledizione, crea illusioni negli altri inducendoli al suicidio, e poi un potere più grande di tutti, che è uno spoilerone grande quanto la diga in Les Revenants e quindi non dico.

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Una famiglia distrutta
Henry (Kurtwood Smith) e Lucille Langston (Frances Fisher) erano gli amorevoli genitori di Jacob, fino a quando un fiume non ha portato via il loro unico bambino, insieme a Barbara (April Billingsley), zia di Jacob e moglie di Fred (Matt Craven), il resurrection2fratello maggiore di Henry, lasciando la sua bambina ancora neonata, Maggie (Devin Kelley). La famiglia Langston ha subito una ferita troppo grande e mai rimarginata e così, quando Jacob ricompare, trent’anni dopo, le cose sono molto cambiate e la ferita si riapre facendo ancora più male. Ormai anziani, i genitori di Jacob reagiscono in modo differente: Lucille prende subito con sé il figlio, lo riconosce come suo, e anche se fa male sente che non può fare a meno di lui; Henry invece sa che suo figlio è morto e non lo accetta, se non in un secondo momento.

KURTWOOD SMITH, LANDON GIMENEZ, APRIL BILLINGSLEY, DEVIN KELLEY, MATT CRAVENLe cose si complicano quando scoprono che Jacob non è stato l’unico a tornare e che anche Barbara si trova ad Arcadia, solo che si è nascosta a casa dal suo amante. Si complicano parecchio soprattutto perché, nel giorno dell’incidente, Barbara era caduta nel fiume dopo un incontro proprio con il suo amante e Jacob aveva provato a salvarla, morendo insieme a lei.
La frattura della famiglia è troppo grande. Lucille incolpa Barbara della morte del figlio, di averglielo portato via per così tanto tempo, mentre Maggie e Fred cercano di riavere un

LANDON GIMENEZ, MICHELLE FAIRLEY

rapporto con lei, tra alti e bassi, vendette e amori complicati.
Il caos tocca il suo tassello più alto quando ritorna l’anziana matriarca della famiglia Langston, genitrice di Fred e Henry, Margaret (Michelle Fairley), portando con sé i suoi segreti e i suoi rancori.

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In Les Revenants invece è Camille Seguret (Yara Pilartz) il perno della famiglia distrutta.
Camille aveva quindici anni quando è morta nel 2008, in seguito ad un brutto incidente con lo scuolabus mentre andava in gita, finendo sotto il ponte della diga. Morirono tutti, ma lei fu l’unica a tornare, quella notte. Torna a casa affamata e senza ricordo dell’incidente, con les-revenants-5_5137557in mente la gita. Sono passati ormai quattro anni dalla sua morte e quando torna a casa c’è solo sua madre, che stenta a credere ai suoi occhi. La segue, le parla, e continua a fissarla con incredulità. Camille non sa che dalla sua scomparsa è tutto cambiato: i suoi genitori in seguito alla sua morte non sono più riusciti a trovarsi e si sono separati, mentre sua sorella Lena (Jenna Thiam) è diventata una ribelle a cui non frega più di niente, men che meno dei suoi genitori. La cosa che più di tutto mi ha turbato nella storia di Camille, è stato sapere che lei e Lena sono gemelle.
tumblr_nco7y8GQ1c1smvznwo1_500Sua madre cerca di non farle sapere della sua morte, le nasconde il piccolo mausoleo che aveva allestito nella sua stanza, ma quando Camille incontra Lena, e Lena Camille, tutto si sgretola e va a galla. Lena ha ormai diciannove anni, è cresciuta, e non sono più lo specchio dell’altra.
Mentre suo padre Jerome (Frédéric Pierrot) e sua madre Claire (Anne Consigny) accolgono Camille andandoci con i piedi di piombo per paura di perderla ancora, è Lena a non voler avere a che fare con lei. gallery_14Ha paura, sa che sua sorella è morta e che era una parte di lei andata perduta per sempre.
Ammetto che la storia delle gemelle Seguret è quella che più mi è piaciuta insieme a Victor e Julie: commovente, intensa, triste e tragica, fino a quando non si ritrovano e allora è commovente, triste e tragica ma con un altro sapore. Si vogliono bene, sono l’una la parte dell’altra.

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Gli innamorati segnati dal tragico destino
Tom e Rachel si amavano. Erano giovani, con tutta la vita davanti. O forse no.

KATHLEEN MUNROE, MARK HILDRETH

Rachel Braidwood (Kathleen Munroe) muore in quello che sembra un incidente e Tom, il vecchio amico d’infanzia di Jacob, resta solo e si fa reverendo.
Conosciamo Tom Hale (Mark Hildreth) che è già reverendo, è sposato con Janine (Lori Beth Sikes) e il loro rapporto è segnato da una brutta stella: non riescono ad avere bambini.
Una notte, Tom è nella sua chiesa e sente un rumore sospetto, quando va a vedere di cosa si tratta trova Rachel, in lacrime. Da quando la sua vecchia fidanzata torna in vita le cose fra Tom e Janine si complicano ulteriormente; la donna crede che Rachel metterà a repentaglio la sua relazione con il marito e tenterà di tenerlo lontano da lei. Ma Rachel non ha nessuno e il loro amore sembra riaffiorare, anche quando viene a galla che a separarli non è stato un incidente, ma il suicidio di Rachel per depressione. Resurrection-2x4-Tom_-Jenine-and-Rachel
Successivamente Rachel scopre di essere rimasta incinta prima di morire, il bambino è di Tom, e la creatura dal momento che è tornata in vita ha ricominciato a crescere.
Dopo momenti di terrore, Janine approva la gravidanza e sostiene Rachel, ma finirà per impazzire, progettando di rapire il bambino alla nascita.
Rachel è il mio personaggio preferito e mi è molto dispiaciuto di come sia finita la sua storia con Tom; magari con una terza stagione la serie avrebbe potuto dare ancora, forse anche su di loro.

Simon e Adele si amavano. Erano giovani, stavano per sposarsi, avevano tutta la vita davanti. O forse no.
returned-season-1-2-simon-adele-clotilde-hesme-pierre-perrier-les-revenants-review-episode-guide-listSimon Delaitre (Pierre Perrier) scompare nel giorno del suo matrimonio, lo ritrovano morto e Adele deve andare avanti senza di lui, incinta.
Simon è uno dei primi ritornati ad apparire, con ancora indosso il suo abito da cerimonia. La prima cosa che fa è cercare Adele Werther (Clotilde Hesme), ma non si rende conto di quanti anni siano passati e la ritrova fra le braccia di un altro uomo, Thomas, il capitano della gendarmeria.
Nonostante capisca quanto sia stato via, non riesce a stare lontano da Adele e la cerca, scopre di aver avuto con lei una figlia di nove anni, Chloe (Brune Martin), e il loro amore sboccia come un tempo. Se dapprima Adele ha paura nel rivedere ovunque Simon perché ha passato anni di terapia per farlo allontanare dalla sua testa, lo accetta come un angelo buono e tornano insieme alle spalle del suo fidanzato.

LES REVENANTSAd un certo punto, Adele capisce che non è un angelo, ma che è davvero il suo Simon tornato dall’oltretomba, e che non era stato un incidente a separarli, ma il suicidio del ragazzo. Le cose si complicano quando Thomas scopre la relazione e poi che Adele è incinta del suo defunto vecchio fidanzato.
Al contrario di Rachel per Resurrection, io ho odiato quasi sempre Adele. Non l’ho sopportata.

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Il neonato
In Resurrection, Rachel alla sua morte era incinta e, quando è tornata in vita, lo ha fatto anche il suo bambino, che ha ripreso a crescere dentro di lei.
Gran parte della seconda stagione si muove attorno alla nascita del bambino di Rachel e Tom, che era morto mai nato, ergo sarebbe nato dopo una morte.
rachael-from-resurrectionLa prima minaccia per il bambino è stata Janine, la moglie di Tom, che presa completamente dalla follia ha fatto di Rachel una prigioniera quando era vicino ad avere il bimbo con l’idea di poterglielo sottrarre. Accettare che quel figlio sarebbe stato suo, era l’unico modo per Janine di superare la gravidanza del figlio di Tom con un’altra donna che non è lei.
La seconda minaccia, quella più grande, sarà rappresentata dal predicatore James Goodman (Jim Parrack), un ritornato. Era un truffatore ma dal suo ritorno dice di lavorare per Dio: ha la capacità di far tornare indietro i morti ma, quello che vuole fare con Rachel, è invece rispedirla indietro e impedire la nascita di quel bambino figlio della morte.
Nonostante tutto, il bimbo nasce e la seconda stagione si chiude con un sacco di domande e nessuna risposta.

In Les Revenants, Adele e Simon passano una momento di pura passione e lei resta incinta. La seconda stagione si apre con Adele e il suo tormento, non vuole il bambino perché ha paura di ciò che è Simon, e cerca di perderlo. Quando Nathan nasce, è quasi sempre Chloe a prendersi cura di lui.les-revenants-saison-2-adele-et-chloe
Il neonato è uno dei centri della seconda stagione. Nato dall’amore fra una viva e un ritornato, il bambino sembra appartenere più ai secondi che ai primi e Simon lo rapisce. Allora Adele si accorge di volere il bambino e farà di tutto per riprenderselo. Simon lo porta fra quelli come lui, e Lucy (Ana Girardot), la leader dei ritornati, lo affida ai genitori paterni, che erano morti quando Simon era un neonato e scambiano Nathan per lui.
Lucy è convinta che Nathan serva nel viaggio che devono intraprendere i ritornati, ma Simon capisce l’errore e riporta il bimbo da Adele. Scappano tutti e quattro insieme, ma Lucy continua a cercarlo.
Mi spiace come alla fine sia finita, per quanto riguarda questo bimbo e perché no Chloe…

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Il ritornato cattivo
In entrambe le serie è presente un personaggio negativo che è anche un ritornato.

resurrection-episode-2-spoilersIn Resurrection è Caleb Richards (Sam Hazeldine), assassino e ladro quando era in vita, morto quando sua figlia Elaine (Samaire Armstrong), la migliore amica di Maggie, era ancora una bambina. In realtà, l’uomo è sempre stato molto protettivo nei confronti di Elaine e l’altro figlio, Ray (Travis Young), anche se poco presente.
Gran parte della prima stagione ruota intorno a Caleb.

00_les_revenants_s02_ep_2In Les Revenants è Milan (Michaël Abiteboul), un uomo malvagio, assassino e a capo di un gruppo che ha fatto cose spregevoli, quali il massacro della famiglia di Louis, quando era in vita. Padre di Serge (Guillaume Gouix) e Toni (Grégory Gadebois): il secondo gestisce il Lake Pub e il primo, il figlio minore, era un assassino di giovani donne.
Diciamo che avevano un po’ di problemi, in famiglia.

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I vivi che odiano i morti
Anche questa è una cosa comune di entrambe le serie: un gruppo di vivi ha paura dei morti, vuole che se ne vadano, e tentano di spaventarli e o ucciderli. Di nuovo.

resurrection-1x07In Resurrection è una cosa che si sviluppa abbastanza in fretta e lo abbiamo già nella sua forma primaria quando Caleb torna a casa e suo figlio Ray non lo accetta, reagisce male, anche violentemente. Vittima dell’odio e della paura dei vivi verso i ritornati è Rachel, che finisce per morire e ricomparire una seconda volta. L’odio scoppia alla fine della prima stagione a causa dei risentimenti di Fred verso Barbara e nella seconda stagione, con raid punitivi contro i ritornati e chi li accoglie.

gallery_20In Les Revenants è una colonna portante della seconda stagione. Un gruppo capitanato da Pierre Tissier (Jean-François Sivadier), gestore di una casa di accoglienza solidale e nella prima stagione nuova relazione di Claire, che reputa i ritornati diversi e non crede che siano veramente i loro cari quelli a fare ritorno, ma mostri con loro sembianze e ricordi. C’è da dire che durante la prima stagione la reazione di Pierre è l’esatto opposto di quella che prende nella seconda: accoglie Camille e tenta di aiutarla a rifarsi una vita, come anche Victor e Simon. Pierre è un personaggio che si stravolge completamente dalla prima alla seconda stagione, anche se effettivamente c’era da aspettarselo, considerando le cose che si scoprono sul suo passato. Insomma, a me Pierre è sempre stato sulle ovaie, ecco.

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Il fattore Z
Quando si parla di morti che tornano in vita è chiaro e lampante il collegamento con gli zombie. Nessuna delle due serie parla di zombie, eppure il rimando, se non altro in Les Revenants, è cristallino.
In Resurrection che fine fanno i ritornati quando è ora di cessare di esistere? Dopotutto, perché sono tornati? La seconda domanda non ha mai avuto una risposta, ma la prima sì: dsadassemplicemente spariscono. I ritornati che non vogliono più stare tra i vivi, per un motivo o per un altro, finiscono per svanire nel nulla. Non resta niente di loro, né sangue, o vestiti.
Una cosa importante, una differenza sostanziale fra le due serie tv è che in Resurrection, se aprono le tombe, i corpi ci sono. Sono lì. I corpi dei ritornati sono altri.
Anche queste restano domande senza risposta.
In Les Revenants è decisamente diverso. Per prima cosa, il corpo è uno: se muoiono, è quello il corpo che si risveglia, non ne hanno uno di ricambio. Per seconda cosa, quando cessano di esistere non spariscono nel nulla ma devono morire, di nuovo se necessario.

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Se non vogliono più vivere fra i vivi, i ritornati de Les Revenants divertano apatici, come zombie che si muovono a rilento e compaiono all’improvviso, non parlano, sono senza vita e se gli si parla non rispondono. Sono innocui, anche se fanno decisamente paura.
Eppure esiste un terzo stadio. Il primo stadio dei ritornati è quando sembrano una comunissima persona, se non che hanno molto appetito e per nulla o quasi sonno. Il secondo stadio è quando non sono voluti da nessuno/non hanno nessuno che li aspettava/sono stati dimenticati e diventano apatici. Il terzo stadio si preannuncia quando la pelle comincia a spaccarsi, si diventa aggressivi, e soprattutto così affamati e fuori di testa che si inizia a mangiare carne umana. tve145350-3457-00000008-0Questo terzo stadio si comincia a presentare quando un ritornato è troppo lontano, e/o magari troppo a lungo, dagli altri ritornati. Perdono il senno. Chiaramente, il terzo stadio è quello che più si avvicina agli zombie veri e propri. In Resurrection questo non esiste.
Un’altra sostanziale differenza fra le due serie tv è che i ritornati di Resurrection non fanno gruppo come quelli di Les Revenants. E non hanno un leader come Lucy, che tutto sembra vedere.



Resurrection parla di amore familiare, specie quello di un genitore verso il figlio, della separazione, del vuoto e del ricordo, della speranza e della voglia di riprendere possesso delle proprie vite nonostante la morte. Peccato non siano andati avanti con una terza stagione, mi sarebbe piaciuto vedere di più su Rachel e suo figlio, su Tom, e anche sulla possibile storia d’amore fra Maggie e Marty.
Les Revenants ha un rapporto più profondo con la morte e con ciò che si è perso, con la paura e il rifiuto, con gli incubi, presentandoci mille spunti diversi.
In generale, Les Revenants mi è piaciuto più di Resurrection. Il rapporto fra vita e morte, i flashback e i personaggi così misteriosi, dalle mille sfaccettature e segreti mi hanno conquistata. Peccato non tornerà per una terza stagione, ma capisco, in fondo Les Revenants ha avuto una fine. Almeno quello. Una fine triste e un po’ felice, che lascia l’amaro in bocca, ma giusta.

Se dovessi dare un voto da 1 a 10…
Resurrection 7,5.
Les Revenants 8,5.



 

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images

LANDON GIMENEZ, DEVIN KELLEY

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(Come al solito, le immagini non mi appartengono e vengono usate a puro scopo illustrativo)



Spero di poter leggere entrambi i libri sulle serie un giorno. Spero perché ho paura, so già che ci saranno angoscia e incubi a farmi compagnia.
Al prossimo articolo!

 

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