L’Effetto Heda

 

Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo

L’Effetto Farfalla dei nostri giorni è l’Effetto Heda, voglio chiamarlo così. Di cosa si sta parlando? Leggete l’articolo ma, ATTENZIONE, se non seguite la programmazione americana di The 100 allora ve lo sconsiglio, perché sarà spoiler a tutto spiano, e anche abbastanza pesanti.

La 3×07 di The 100 ha portato scompiglio nei cuori dei molti, me per prima. Avevo deciso di vedermi in diretta USA la terza stagione e così, in contemporanea con il resto del mondo, anche io sono caduta in crisi profonda. Cos’è successo? Beh, se avete visto l’episodio sapete di cosa parlo: della morte di Lexa. Ha fatto male, e parecchio. Parlando per me, posso dire di essere stata male perfino fisicamente i primi giorni: era come aver perso qualcosa di me e non mi capacitavo di come un telefilm e un personaggio fosse riuscito a scuotermi a tal punto. Adesso sì, me lo spiego, e lo spiego anche a voi.


La morte di Lexa ha creato un caos inimmaginabile, soprattutto agli occhi dello showrunner di The 100 Jason Rothenberg che si è visto scagliare addosso la rabbia, la frustrazione e la tristezza per quello che, secondo lui, era la soluzione migliore per h2mandare avanti la trama e creare un colpo di scena. Quello che non sapeva era che il personaggio di Lexa non solo è molto amato, ma rappresenta(va) molto di più per una bella fetta di telespettatori (non per niente, gli ascolti della 3×08 sono stati molto più bassi).

Su Twitter si è scatenato l’inferno: molti fan hanno cominciato a sollevare trend topic contro la morte di Lexa. Ogni giorno un nuovo trend è entrato (ed entra ancora, perché nonostante sia passata una settimana da quell’episodio i fan non si fermano) nel worldwide, passando dal rivolere Lexa, alla tristezza, al seguire Alycia Debnam Careyh9 (l’attrice che interpreta Lexa) nel suo nuovo ruolo in Fear The Walking Dead, al boicottare The 100 e a spingere il canale The CW a cancellare lo show. Esagerati? Da una parte, sulla cancellazione dello show, forse un po’, credevo, ma riflettendoci lo capisco. Non dico che vorrei sia cancellato perché ci sono ancora molto affezionata, ma solo che lo capisco. Anche io mi sono unita nel coro di Twitter da qualche giorno e mi ha aiutato a capire la mia frustrazione per questa perdita. Il trend topic che più mi è piaciuto è LGBT FANS DESERVE BETTER: Lexa non era solo un personaggio molto amato, era una ragazza lesbica forte, una comandante badass che aveva problemi ad amare, la considerava una debolezza, che non aveva mai avuto paura della morte e poi è morta proprio quando voleva più vivere. Molte ragazze gay si sono potute sentir rappresentate da Lexa e questa è una cosa che lo showrunner Jason non può capire.

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Jason Rothenberg ha lasciato su Twitter dichiarazioni che invece di calmare le acque le hanno alimentate, parlando della relazione fra Lexa e Clarke, la protagonista di The 100, come una fase. O la dichiarazione secondo cui Clarke era l’anima gemella di Lexa, ma Lexa non era quella di Clarke.
Sono cose che lasciano basiti, oltre che arrabbiati. È una cosa che probabilmente le persone eterosessuali, e non lo dico per male, non lo possono capire.

Sapete quanti personaggi femminili, lesbiche e bisessuali, sono morti in tv? Alcuni dicono 76.
E per un colpo di pistola, anche solo soffermandomi a quelle che io conosco sono: Tara di Buffy, Delphine di Orphan Black (anche se non siamo ancora certi che sia morta, le probabilità di sopravvivenza sono scarse) e Shaw di Person of Interest (non è morta, lo si sa per certo, ma il suo destino è ancora ignoto in attesa di una quinta stagione e i personaggi principali l’hanno creduta morta per un bel po’ di episodi). Sì, Jason, facendo morire Lexa con un proiettile vagante sei stato molto originale, davvero.
Allora perché solo con Lexa si è avuto l’Effetto Heda? Non è solo questione di essersi stancati, anche perché ammettiamolo, è The 100, molti personaggi muoiono e nessuno o quasi è veramente al sicuro (e forse per questo non immaginava il polverone), ma è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso perché lui, in quel telefilm, ci ha dato TUTTO.

In quanti telefilm non a tema lgbt i protagonisti hanno relazioni omosessuali? Mi viene in mente solo The 100. Solitamente, se ci sono personaggi non etero o sono spalle o comunque personaggi secondari o addirittura terziari.
Clarke è la protagonista e si è evoluto tutto con calma: ha conosciuto Lexa che erano praticamente nemiche o quasi, hanno iniziato a fidarsi l’un l’altra, a salvarsi l’un l’altra, e poi a innamorarsi. Niente di forzato. L’attesa per la terza stagione era snervante, uscivano kissspoiler sulla Clexa (la ship di Clarke e Lexa) che facevano battere il cuore, era tutto molto emozionante e quando la terza stagione è partita, i fan come me erano in visibilio: si sono ritrovate, si sono scontrate, hanno ricominciato a fidarsi a vicenda. Ci sono stati sguardi, parole non dette. E poi è arrivata la 3×07 dove ci hanno regalato la gioia più grande: Lexa e Clarke si baciano, fanno l’amore. Finalmente stanno insieme. E due minuti più tardi Lexa viene sparata. E muore. La felicità si è trasformata in un vero e proprio trauma: non solo è morta, ma è anche successo per un colpo non destinato a lei, mentre era più fragile, mentre aveva appena amato ed era felice. Non è morta da guerriera, da eroe, ma per una cosa stupida. La nostra Heda, la comandante, morta per un colpo di pistola accidentale.
Lexa meritava di meglio.
Lui ci ha dato tutto e ce lo ha tolto in un attimo. Nel modo più brutale e cattivo che esista.

Questa è una cosa che le persone eterosessuali generalmente non capiscono, perché non conoscono il minority stress (1). Le persone lgbt vivono in un mondo quasi interamente h5eterosessuale ma soprattutto eterosessista, dove la vita reale è già abbastanza difficile, dove non vengono spesso riconosciute come persone come tutte le altre, schematizzate, bullizzate, non in tutti i paesi hanno gli stessi diritti civili (come l’Italia), vengono viste con un occhio di riguardo, spesso non possono nemmeno donare il sangue, gli adolescenti vengono sbattuti fuori di casa (succede in USA), vengono picchiate e nella più rosea delle situazioni solo prese in giro; e magari si nascondono in famiglia e devono parlare del proprio partner come un amico. Non hanno mai abbastanza personaggi che li rappresentino in tv né da nessun’altra parte. In molti telefilm non esistono personaggi lgbt. E se ci sono, i loro personaggi hanno relazioni angosciose, e magari uno dei due partner se ne va oppure muore. Magari due personaggi hanno un feeling particolare dove manca solo un bacio per ufficializzare la cosa ma no, “sono etero e le nostre sono fantasie”. La questione è che BASTA. Non se ne può più. Come Lexa che aveva finalmente provato la gioia di essere ricambiata e poi è morta abbiamo ricevuto un’altra porta in faccia. Sei felice? Ecco, adesso non hai più niente.
I fan di Lexa… noi fan di Lexa e lgbt ci siamo sentiti presi in giro, usati, traditi. The 100 mi ha deluso.
Jason Rothenberg non ha solo ammazzato un personaggio per lui sacrificabile, ma ha ucciso la nostra speranza, lasciandoci con l’amara delusione che non va mai bene niente. Mai un happy ending.
Quindi, ecco perché mi sono sentita male anche fisicamente. Ed ecco perché continuerò a twittare LGBT FANS DESERVE BETTER e perché per me The 100 finisce qui.

Finisce con la terza stagione, finirò di vedermi gli episodi che restano, ma non so quando. Perché davvero, fa male. Non è perché non voglio, ma che non riesco a guardarlo.

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Ce la prendiamo con Jason Rothenberg ma, a parte le sue dichiarazioni tra arrampicata sugli specchi e cose stupide, lui non ci può capire. Non perché stupido ma solo per questione di empatia: non ha le basi, non ci può arrivare.
Non lo giustifico solo perché comunque non ci ha neppure provato e non fa che ignorarci.

I fan LGBT meritano di meglio. E l’Effetto Heda mi piace da impazzire: sono orgogliosa del mio fandom.
Quale sarà il trend topic di oggi?


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Sul tema, vi consiglio caldamente questo articolo, anche se in inglese: CLICCA QUI.



 

C’è di bello che su Twitter si sta costruendo qualcosa di consistente per il Progetto Trevor, che combatte per prevenire il suicidio dei giovani lgbt e, in minore importanza, che mi è tornata la voglia di disegnare! Il mio soggetto preferito? Le Clexa!

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Se continuo forse ne farò un album, lo troverete nel menù a tendina su “Fan Art”.


 LGBT FANS DESERVE BETTER

 

 

 

 

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