#toofemale?

Nancy Drew è una detective della polizia di New York City e indaga e risolve crimini usando le sue capacità da ottima osservatrice, in un contesto moderno.
Dal titolo “Drew”, la serie avrebbe seguito le vicende di una Nancy Drew più adulta rispetto a quella descritta nella serie dei libri venuta alla luce a partire dagli anni ’30 fino agli anni ’70, pubblicata per la Casa Editrice Piemme. Il volto di Nancy sarebbe stato quello della bravissima Sarah Shahi di Person of Interest. Perché il condizionale? Beh, perché la serie è stata cancellata prima ancora di vedere la luce. Il canale sul quale sarebbe dovuto andare in onda, la CBS, ha liquidato il pilot della serie come “too female” (troppo femminile) e il progetto si è arrestato. Avete letto bene: troppo femminile.

Non so se ci avete mai fatto caso quando guardate la tv, che sia un telefilm o che sia un film, ma la stragrande maggioranza dei personaggi sono sempre maschi. Non importa che la metà della popolazione mondiale sia femminile, i personaggi che compaiono più spesso sono maschi, (quasi) perfino le comparse. Se in una scena compaiono molte donne danno nell’occhio, lo spettatore ci fa caso, al contrario degli uomini che passano inosservati perché sono una specie di “classico”, il principale, come quando entri in un negozio di giocattoli e vedi la confezione di un gioco con il bambino figurato sopra e poi ci trovi la “versione femminile” con la bambina. Quello del bambino è il gioco classico, poi c’è la versione per bambine, chiaramente rosa. Ecco, per la CBS probabilmente stonava che ci fossero troppi personaggi femminili e che “sembrasse” in questo modo un prodotto indirizzato a un pubblico prevalentemente femminile. La cosa ha fatto discutere e la stessa Shahi ci ha riso su Twitter, dove è partito l’hashtag toofemale.

Davvero noi donne non ci meritiamo uno show neutro, non prevalentemente indirizzato a femmine o maschi, ma solo a chi piace il genere?
Ecco qualche show #toofemale che alla CBS probabilmente non sarebbe piaciuto…

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Wynonna Earp (Syfy)

Wynonna Earp, pronipote del celebre sceriffo Wyatt Earp il cui destino è quello di combattere demoni e altri esseri soprannaturali. Wynonna Earp è una pistolera moderna e intelligente che utilizza le proprie abilità per combattere il male insieme a un team di sgangherati alleati.

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Uno show soprannaturale e d’azione, con una protagonista femminile sarcastica e divertente (e pure etero, ahimè) con una vendetta e una missione da portare a termine.
Ci sono un gran numero di personaggi femminili (nell’episodio 7, ora che ci penso, mi sa compaiono più donne che uomini e funziona lo stesso) seppure la serie non è ideata per un pubblico femminile, ma neutro.

Wynonna Earp


Jessica Jones (Netflix-Marvel)

Tormentata da un passato traumatico, Jessica Jones usa le sue doti di investigatrice privata per trovare il suo aguzzino, prima che rovini altre vite a Hell’s Kitchen.

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Jessica Jones è una delle serie in collaborazione Marvel/Netflix che insieme a Daredevil, Luke Cage e Iron Fist andranno a comporre la nuova serie The Defenders. C’è azione, combattimento, una buona dose investigativa e una trama che tiene incollati sullo schermo.
Anche qui ci sono un buon numero di personaggi femminili ma non è una serie ideata per un pubblico esclusivamente femminile.

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Supergirl (ora TheCW)

Dopo dodici anni in cui è vissuta sulla Terra tenendo celata la sua vera identità, Kara Zor-El decide di iniziare ad usare i suoi poteri per proteggere i cittadini della sua città, National City. Entra quindi a far parte della segreta organizzazione guidata da Hank Henshaw, per la quale già lavora la sorella, provando a coniugare la normale vita quotidiana con la sua nuova identità da eroina.

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Ecco, parlando di Supergirl entro con i passi felpati, perché la serie è nata sulla CBS e ha visto lì la sua prima stagione, mentre ora, dalla seconda, farà parte degli show della TheCw. No, non è stato trasferito perché #toofemale, ma per natura di ascolti e budget.
La serie si Supergirl è incentrata sul personaggio dei fumetti DC Comics, la cugina di Superman, e a dire il vero è stato sottolineato spesso (a volte mi è parso anche in modo forzato) il fatto che fosse una supereroina donna e sul ruolo della donna, in special modo nei primi episodi (che peraltro ho apprezzato). Strano per una rete come quella della CBS che ha chiuso le porte in faccia a una serie perché per loro troppo femminile.

Supergirl


Orphan Black (BBC)

Sarah Manning è una ragazza orfana che vive una vita irregolare. Assiste in una stazione al suicidio di una donna, Elizabeth Childs, che si butta sotto un treno in transito. La donna era fisicamente identica a lei e Sarah decide di impadronirsi della sua borsa e della sua identità.
Grazie ai soldi sottratti alla suicida, Sarah intende fuggire con Felix, il suo migliore amico e fratello adottivo, e sua figlia Kira, che vive con la madre adottiva di Sarah e Felix, la signora S.
Nell’intento di svuotare il conto in banca di Elizabeth Childs, Sarah indossa i panni di Beth, fingendo di essere lei al lavoro e nella vita privata. Scopre però di essere uno dei cloni sparsi per il mondo che qualcuno sta cercando di uccidere. Decide allora di indagare sulla sua vita e su chi ha condotto l’esperimento grazie anche all’aiuto di altri due cloni, Alison e Cosima. Inizia così per Sarah un’avventura che metterà a rischio la vita non solo sua ma anche di sua figlia Kira.

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Orphan Black è un #toofemale d’eccellenza, e la cosa ancora più spettacolare è che non solo i personaggi della serie sono per la maggior parte donne, ma sono il 90% interpretate dalla stessa donna. C’è mistero, investigazione, azione, dramma, adrenalina e una trama da capogiro, con personaggi straordinariamente tutti caratterialmente diversi, che quasi ci si stupisce che ad interpretarli sia la stessa persona.

Orphan Black


Agent Carter (ABC)

New York 1946. Peggy Carter si ritrova costretta a bilanciare il suo lavoro d’ufficio alla Strategic Scientific Reserve (SSR) con la missione segreta affidatale da Howard Stark, incastrato con l’accusa di aver venduto armi letali al miglior offerente. Per ripulire il nome dell’uomo, trovare i veri responsabili e recuperare le armi, Peggy viene assistita dal fedele maggiordomo di Stark, Edwin Jarvis. Nella seconda stagione, Peggy si trasferisce a Los Angeles per affrontare una minaccia che rischia di mettere in pericolo tutte le persone che ha giurato di proteggere.

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Ambientato in un periodo dove le donne non possono aspirare a diventare qualcuno, l’agente Carter mette a tappeto (in tutti i sensi) i suoi colleghi uomini fra travestimenti, imbrogli e combattimenti. Viene rimarcato spesso il ruolo della donna nella società. Ho molto apprezzato anche la nemica principale della seconda stagione, una donna intelligente, perfino “troppo” per il periodo, dove per gli uomini lei non era altro che un bel faccino che doveva sorridere. Per non parlare della vedova nera, la meravigliosa Dottie Underwood.
Agent Carter è ispirato alla Peggy Carter dei fumetti Marvel, che continua la sua avventura dopo le vicende raccontate nel film Captain America: il primo vendicatore. Purtroppo la ABC lo ha cancellato dopo la sua seconda stagione 😥

Agent Carter


iZombie (TheCW)

Olivia ‘Liv’ Moore era una studentessa di medicina in salute, disciplinata e di talento prima che, una notte, si trasformasse inaspettatamente in un famelico zombie. Sebbene faccia del suo meglio per integrarsi e sembrare umana, il suo aspetto gotico sconcerta chi le sta intorno. Quando Liv sembra aver trovato il sistema per appagare il suo vile desiderio di divorare cervelli umani – farsi assumere presso l’ufficio del coroner di Seattle, dove il suo nuovo capo è sorprendentemente entusiasta alla scoperta del suo segreto – presto si rende conto che, con ogni cervello, conserva una parte dei ricordi dei defunti, spesso vittime di omicidio. Fingendosi una sensitiva, Liv unisce le forze al detective Clive Babineaux per indagare sui loro casi e trovare il responsabile.

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Serie divertente, investigativa, e con una buona dose zombie che non fa paura, iZombie non è una serie per un pubblico prettamente femminile né maschile, pur avendo una protagonista donna che è senza dubbio la star indiscussa dello show per il suo modo di ‘cambiare’ a seconda del cervello mangiato, fra tic e conoscenze che non ha mai avuto.

iZombie



Ne ho messo di recenti, altrimenti si potrebbe parlare anche di Buffy, come di Xena.
Rispondo alla CBS che avrei visto Drew se fosse stato portato avanti (non solo per la Shahi ❤ ) e che le serie #toofemale piacciono e ne vogliamo ancora.

A voi ne vengono in mente altre?

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