Parliamo di Person of Interest. Parliamo di Root

C’era una volta una bambina. Era piccola e psicopatica, le avevano dato un nome e uno scopo, mentre, intanto, cucivano per lei un grazioso vestitino. Il vestitino non era ancora pronto e gli anni passavano: la bimba piccola e psicopatica diventava grande e indipendente, si ritagliava una vita sua, una vita migliore. E poi il vestitino fu pronto e cercarono di farglielo indossare, ma ormai le stava stretto. Non era più della sua misura; non era adatto a lei ma la costrinsero lo stesso a usarlo. E infine le spararono.

Ecco, questo è il sunto in metafora di ciò che è successo a un personaggio che amavo, ho amato, che amo e amerò per sempre: Root di Person of Interest.

Se non avete seguito la programmazione americana e non volete spoiler: state alla larga da questo articolo. O leggetelo. Così vi preparate al peggio. 

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Hanno creato il suo personaggio con uno scopo mirato e l’hanno lanciato sul palcoscenico, funzionava a meraviglia; poi l’hanno fatta evolvere, l’hanno fatta migliorare, hanno dato tanto per lei perché se lo meritava ma le hanno comunque fatto indossare quel poi-amy-acker-michael-emersonvestito, alla fine, che non era altro che la fine che per lei avevano designato fin da subito quando ancora il suo personaggio era agli albori, mandando a cagare tutto il percorso intrapreso. E fa rabbia. Tanta. Hanno bruciato tutto quello che c’è stato in cinque stagioni di Person of Interest per non aver avuto l’accortezza di cambiare idea, perché alla fine è di questo che si parla. Hanno dichiarato che avevano avuto in mente la fine del personaggio dall’inizio, e okay, ma perché darle comunque quella fine quando non era più degna di lei? Che senso ha far evolvere un personaggio se poi deve morire azzerando tutto, come se fosse ancora quello della prima stagione?
Sono del parere che uno scrittore, un autore, deve permettersi di cambiare idea in corso d’opera se quell’idea non rispecchia più ciò per cui sta lavorando.
Loro non lo hanno fatto.maxresdefault
E magari è solo il mio pensiero, per carità, ma davvero è una cosa che non mi scende e una critica era d’obbligo. Loro liberi di fare ciò che vogliono, io libera di dire che hanno mandato a cagare ogni cosa.

Sapete, io non ci sono solo rimasta male. Ci sono stata proprio male, togliendo il rimasta. Mi ha cambiato l’umore e mi ha influenzato per mesi. Ho pianto; un’immagine specifica dell’episodio dieci della quinta stagione mi ha traumatizzato. E non lo dico tanto per fare: è un’immagine a cui non riesco a pensare nemmeno ora. Mi ha terrorizzato, mi ha trafitto come se fosse stato un pugnale o una spada, mi ha fatto male. Non per niente, riesco a scrivere questo articolo solo adesso, a distanza di mesi. Penso sarà qualcosa che mi accompagnerà per sempre. In negativo. E sarà che sono sensibile; e purtroppo è vero, ma…
Dio mio, se penso a come mi aveva fatto male la morte del personaggio di Lexa in The 100 (qui i due articoli in cui ne parlo: link, link che si ricollegano all’effetto che mi ha fatto ciò che è successo a Root), come mi ero arrabbiata, e prima ancora per Allison in Teen Wolf, questo è stato molto molto peggiore. Nemmeno paragonabile.

person-of-interest-02È stato un colpo basso, qualcosa che mai mi sarei aspettata; mi sono sentita tradita, perché davvero non se lo meritava. E va bene che parliamo di un personaggio di fantasia, ma non lo sottovalutiamo, per favore: un personaggio di fantasia può significare tanto se ci si sente affini (e rimando di nuovo a questo link).

Root era apparsa nel telefilm come nemica, nella sua vita aveva sofferto molto, era stata fraintesa e lei aveva frainteso, era stata sola e poi stava emergendo, da alleata a complice, fino a diventare amica. Root aveva avuto un percorso lungo e difficile in cui era riuscita lentamente a essere una versione migliore di se stessa. Si stava innamorando e così aveva sofferto ancora. Credeva nella speranza. Aveva lottato e alla fine si era ritrovata con la persona amata. Ma gli autori l’hanno tradita: le avevano confezionato un fine ultimo da quando era nata e poco ci poteva fare se ormai l’era stretto, se aveva speranza, se non le stava più perché era cambiata e cresciuta, gliel’hanno fatto indossare lo stesso e l’hanno… uccisa.
E non l’accetterò mai.
Ho sentito la sua sconfitta come mia tanto forte da decidere di non rivedere più il telefilm. E infatti non ho visto la fine. Non la vedrò mai.tumblr_o7lrih6trp1qjwc63o2_500

Che poi c’è stata la beffa. Su Twitter, vedendo lo scontento generale, gli autori hanno parlato dell’amore che lega Root e Shaw affermando che non era finito, che aveva solo cambiato forma. È stata una cosa che mi ha fatto girare le ovaie per un bel po’.
Volevano farci credere che amare una persona in carne e ossa era non troppo dissimile da amare una Macchina incorporea che ha la voce della persona che ami e gran parte dei suoi ricordi. Eh sì, wow. La storia d’amore che tutti vorrebbero, insomma. Come non essere felici per una cosa del genere. Una batosta; niente di troppo lontano da una grande presa per il cul*.

Non penso perdonerò mai gli autori per questo colpo basso, veramente, e non per niente per smettere di soffrire mi sono creata una mia medicina: questa fan fiction (o qui). Non è come se l’avessi visto in tv, ma è un posticino sicuro che mi ha cullato per un po’.

E niente. Finalmente riesco a scrivere questo articolo, e perfino di getto.

Root is alive.

Alla prossima!

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