Di tutto un po’

Oh, finalmente rieccomi! Con questo post spero di tornare un po’ più attivamente sul blog; non scriverò un articolo al giorno, ma diciamo che spero di non dimenticarmi della sua esistenza 😛
Allora, come da titolo, ho un po’ di cose da raccontare che racchiuderò tutte qui dentro!

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Nuova fan fiction: 4A – A Shoot Spinoff: Untitled

Come avevo scritto in alcuni passati articoli qui sul blog, mi ero appassionata a Person of Interest e in particolare a Root e Shaw. Erano diventate la mia coppia telefilmica preferita insieme alle Clexa di The 100 ma, proprio come loro, non hanno avuto giustizia in tv. Person of Interest è finito ed è finito malissimo, per quel che mi riguarda (scriverò un articolo per spiegare il mio punto di vista), tanto è vero che, per scappare dall’orrore in cui la visione dell’episodio 5×10 mi ha confinata, ho deciso di scrivere una fan fiction che per un po’ ha continuato a ronzarmi in testa con insistenza e ho ceduto. E siccome una fan fiction è fantasia e si può anche “esagerare”, il mio testo non solo tratterà della coppia Root/Shaw (Shoot), ma anche quella composta dalle attrici che le interpreta(va)no: Amy Acker e Sarah Shahi (Shacker).

A partire da oggi e così via per altri nove lunedì pubblicherò la fan fiction qui sul blog, su EFP e su Wattpad.

CLICCATE QUI PER LEGGERE IL PRIMO CAPITOLO
Buona lettura ^_^

Link per EFP
Link per Wattpad

Ps. Da oggi in poi, su in alto c’è anche il menù a tendina “fan fiction”: la troverete lì!

L’ultimo viaggio, insieme. Il mio sfogo contro il razzismo

Mi sono sfogata. Ieri notte mi sono messa d’impegno e, di getto, ho scritto una breve oneshot (storia composta da un solo capitolo) che mi balenava nella testa dalla mattina, ma che bloccata non riuscivo a scrivere. Ho smesso di scrivere qualche giorno fa per altri impegni e poi, come succede a volte, non riuscivo più a mettere metaforicamente la penna in mano per riprendere, complice il mio umore decisamente a terra. Dovete sapere che Continua a leggere

Impassibili. In memoria di Leelah

Impassibili

Lacrime versate cercando di capire,
notti intere pensando di svenire.
Non è facile mostrarti in questo mondo di bugiardi;
gridano di amarti e ti rifiutano gli sguardi.
Sai di essere una donna e fai di tutto per spiegarti,
loro preferiscono la religione invece di accettarti.
Senti di morire, rischi di scoprire
che troppo tardi te stessa potrai sentire.
Lotti duramente per non perire,
ti chiudono alle amicizie e rischi di impazzire.
Sei sola al tuo dolore,
gridano di amarti ma rifiutano il tuo valore.
Nella lettera reciti “mi chiamo Leelah”,
‘Joshua’ scrivono sulla lapide; impassibili.

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Scrivo, anche se non sono brava a scrivere

Non sono mai stata brava a scrivere. Ricordo fin troppo bene i temi alle scuole elementari pieni di segni con la penna rossa. Le maestre mi riempivano di complimenti perché a tutte piaceva ciò che scrivevo, ma mai come lo scrivevo. Tutto regolare, perché nonostante fin da piccola, a partire da mia madre alle maestre, mi dicessero di leggere e di farlo tanto, io non lo facevo. Per non parlare dell’imparare i verbi che erano diventati le nuove tabelline, i miei nemici mortali: i miei cugini giocavano nella piazzetta sotto casa di mia nonna mentre io, confinata sul terrazzo, ripetevo le tabelline. Oh, quanto le ho odiate. Continua a leggere

‘Il mondo blu e rosa’ e gli stereotipi di genere

Una cosa che mi dà veramente molto fastidio è il definire una cosa, che sia un colore o un oggetto, da maschi o da femmine; e se lo fanno i bambini, poi, è ancora peggio. Sentirli fare discorsi sul con cosa possono giocare e cosa no mi fa venire l’orticaria. Ricordo ancora quando, lo scorso anno, la mia cuginetta cinquenne mi disse che portavo un orologio da maschio perché nero. E sì, effettivamente sarebbe da maschio anche per chi li vende, ma mi piace il modello e francamente me ne infischio. Solo che i bambini non dovrebbero cogliere queste sottigliezze, perché se un modello non dovrebbe essere sessualizzato, figuriamoci un colore. Continua a leggere

Figlia della Terra: tre capitoli per una sovrannaturale ambientata in Sardegna

Ce l’ho fatta. A dispetto dei miei timori (più che fondati, a dir la verità), sono riuscita a scrivere questa storia in tempo per iscriverla ad un contest.
Figlia della Terra è diversa dalle mie solite storie perché non sono una grande amante delle ambientazioni reali. Solitamente scrivo di luoghi di fantasia, oppure di luoghi inventanti in ambienti realmente esistenti. Mi è difficile scrivere di storie ambientate in Italia e ancor di più se lo sono in Sardegna, la mia regione. Dunque è tutto un azzardo. Continua a leggere