Che palle queste relazioni etero!

Eccomi tornata con un titolo che ricorda lo scorso articolo, non per niente ne è strettamente collegato. Se non sapete di cosa sto parlando, fate un passo indietro e leggete qui, altrimenti buona lettura!
Ah, piccolo avviso: farò spoiler sull’episodio 13 seconda stagione di Supergirl andato in onda ieri notte negli USA (io lo guardo in diretta dal canale americano la notte): sono spoiler strettamente necessari o mi asterrei, mi spiace!

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Che palle tutte queste coppie etero!

Ho avuto la vostra attenzione con questo titolo? Lo spero.
Bentornate e tornati sul mio blog! Questo è il mio primo articolo dell’anno, ed è parecchio tardi, vedo, siamo quasi a fine gennaio, ma quando l’ispirazione scarseggia, è difficile riuscire a scrivere anche solo una riga…
Allora, perché questo titolo? Di cosa parlerà il mio primo articolo dell’anno? Di una piccola iniziativa! Seguitemi…

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Orlando: Immagina ma non pregare, fai qualcosa

Immagina una società dove gli orientamenti sessuali della gente non contano più della discussione sulla pizza.
Immagina di una coppia omosessuale che si sposa e invita amici e parenti come una etero qualsiasi, che sia sulla spiaggia, in un ufficio comunale o una chiesa, una moschea.
Immagina di un bambino e di una bambina che crescono sereni sapendo che i loro genitori non li sbatteranno fuori di casa da adolescenti se il primo bacio lo daranno a un maschio o a una femmina.
Immagina la politica che non attacca il privato della gente creando spaccature fra una categoria o l’altra.
Immagina di un padre che non trasmette al figlio il suo odio per un orientamento sessuale, giustificato da una religione e da un libro scritto troppi anni fa per contare più delle persone.
Immagina di un Omar Mateen che è cresciuto sapendo che se è attratto da un uomo o da una donna è uguale.
Immagina di una ragazza che una sera è andata a ballare e lunedì mattina va all’università perché vuole diventare infermiera.
Immagina di una mamma e suo figlio che vanno a ballare nello stesso locale e si divertono tutta la notte.
Immagina di un ragazzo che è a ballare nello stesso locale e invia un messaggio a sua madre per dirle che sarebbe tornato tardi, di non aspettarlo alzata. Che le vuole bene.
Immagina di una coppia di ragazzi che balla nello stesso locale e festeggia la loro storia insieme, perché presto si sposeranno.
Immagina di una ragazza che è nello stesso locale ma non sta ballando perché lavora lì ed è felice del suo lavoro.
Immagina di due ragazze, amiche da anni, che ballano nello stesso locale e sanno che resteranno amiche per sempre.
Immagina il locale pieno di persone gay, etero e bisessuali che si divertono e la sera tornano a casa dai compagni, dai genitori, dai figli, e l’indomani al lavoro o forse no, a scuola; e poi che partono per una vacanza, che fanno nuove amicizie, che fanno nuovi sogni.

Immagina. Immagina perché non puoi fare altro, sono tutti morti.

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Adesso non voglio dire che le cose non si sarebbero svolte lo stesso, ma voglio dire che l’omofobia è il mandante e ha caricato il fucile di una persona disturbata. Questo sì. Questo lo voglio dire.



 

Non pregate per Orlando e per loro, fate qualcosa: l’omofobia deve morire, e solo allora loro non saranno morti invano.



 

Orlando: ancora omofobia

Sappiamo tutti cos’è successo a Orlando, in Florida: un pazzo è entrato in un locale gay e ha fatto fuoco, uccidendo 50 (CINQUANTA) persone, e ferendone 53.
Non mi voglio dilungare. Sarà che non ho ancora abbastanza parole se non rabbia, se non tristezza, se non lutto.  Continua a leggere

Ciao Darwin e il “gay normale”: riflessione che va oltre i 140 caratteri

Andavo alle scuole medie quando davano Ciao Darwin. Era di sabato e per me era il miglior giorno della settimana: non solo si rideva tantissimo per il fortunato programma Bonolis/Laurenti, ma anche perché potevo andare a letto più tardi e perché erano sempre invitati a casa mia una coppia di miei zii con cui amavamo giocare a carte. Insomma, era una festa. Ero felice di sapere che avevano intenzione di riesumare il programma perché mi riporta indietro nel tempo e perché, devo dirlo, le risate come con Ciao Darwin mai da nessun’altra parte. Eppure allo stesso tempo temevo qualcosa: di non ritrovarmi più la spettatrice di un tempo e quindi di non ridere, o di ritrovare un programma diverso o peggio, lo stesso con gli stessi difetti di allora, dove invece di ridere con tutti si preferiva ridere di tutti rischiando l’offesa. Anche perché devo dirlo, io da bambina amavo Bonolis, era uno dei miei conduttori preferiti, ma a volte fa delle battute che più di ridere fanno restare male qualcuno. In ogni caso, non ero del tutto fiduciosa verso il programma, e a renderlo antipatico ci si metteva pure il venerdì: ma con tutti i giorni della settimana, proprio quando trasmettono The Flash e Arrow? Per fortuna seguo la programmazione americana o non ci sarebbe stato Dinoooh che tenga, perché per me avrebbero vinto The Flash e Arrow a mani basse.
Anyway, sto divagando. Ritornando indietro nel tempo, ricordo di quando uno di quei sabato nel vedere Ciao Darwin avevo tredici anni e mia zia era incinta. Giocavamo a carte e, non so quale fosse il discorso adesso, sono passati tanti anni, ma una frase di mio zio mi è rimasta impressa ed è una cosa che, purtroppo, non dimenticherò mai: “Se mio figlio fosse gay? Umh, guai, preferisco che si droghi, guarda”.
Mia zia aveva rimbeccato: “Preferisci che stia male per la droga?”.
Lui aveva risposto: “Almeno dalla droga ne esci, dalla gayte no”.  Continua a leggere

Omofobia in famiglia: il realismo di Jenny’s Wedding

jennys_wedding_posterQualche giorno fa mi sono vista Jenny’s Wedding, il film diventato famoso per la coppia telefilmica composta da Isobel Stevens di Grey’s Anatomy e Rory Gilmore di Gilmore Girls. Di film a tema lesbico ne ho visti un bel po’, a tema LGBT in generale meno ma, fra tutti loro, questo è senza dubbi il più vero. Non è il mio preferito, per piacermi tremendamente come altri doveva possedere altre caratteristiche, ma è di tutt’altro stampo per rientrare in una classifica del genere. Jenny’s Wedding è una commedia reale e si concentra su un aspetto reale della vita, non è nato per raccontare una semplice storia d’amore: questa è la differenza più sostanziale.  Continua a leggere

“Ce l’hai il fidanzato?” – Domande apparentemente innocue ma deleterie

“Ce l’hai il fidanzato?”
“No”
“Ah, ma c’è qualcuno che ti piace, a scuola?”
“Sì, Emma”

Così risponde Stefania (entrambi i nomi sono di fantasia), sei anni, quando le fanno la fatidica domanda. A chi non è mai capitato di sentirsi porre questa domanda? Credo che più o meno tutti ci siamo passati, io per prima; anzi, continuano a propormela nonostante non abbia più sei anni, né sedici, né ventisei. Mette a disagio, è inopportuna in qualsiasi ambito, da chiunque.
Non solo imposta l’eterosessualità come unica alternativa ma non fa che creare imbarazzi, specie quando la domanda viene fatta in una certa fascia d’età dove si sta conoscendo se stessi più che mai (adolescenza), e/o quando magari ci si sente troppo timidi o non abbastanza, andando ad incrementare un senso di inadeguatezza (“non piaccio, tutti hanno già il/la ragazzo/a tranne me”). Oltre a mostrare di non saper tirare fuori altri argomenti per sciogliere il ghiaccio se non farsi palesemente i fatti altrui. Continua a leggere